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Teoria Gender e letteratura fantasy: La parola all’autore

Il destino di Frankestein (editrice Ancora) è l’ultimo libro dell’eclettico Paolo Gulisano, scrittore italiano ‘che si occupa di fantasy, di mondo celtico e di molto altro ancora’ (così si definisce il Professore sul suo blog).

Professor Gulisano il prossimo mese sarà a Trento per parlare di teoria gender. Cos ‘è secondo lei questa teoria?

«Le teorie sul Gender sono una realtà molto recente. Nella seconda parte del Novecento le scienze biologiche avevano dato un volto ben preciso alla realtà dei sessi: la scoperta del DNA aveva certificato che il nostro essere femmine o maschi dipende dalla genetica, dai cromosomi X e Y. Questo non è mai stato smentito, sul piano biologico. Tuttavia, alla fine degli anni cinquanta dello scorso secolo, degli psicologi, nel tentativo di determinare le origini dell'omosessualità (che all'epoca era ancora vista come un disturbo mentale) proposero un’ipotesi: quella che andava oltre il concetto di sesso, proponendo che esistesse qualcosa che venne denominato “gender”, ovvero genere. Un concetto non legato a presupposti scientifici, come il sesso, ma a fattori sociali, psicologici, culturali. Negli ultimi anni la dottrina si sta diffondendo dall’America in tutto il mondo con la pretesa di ridefinire radicalmente il concetto stesso di persona. È un’operazione di carattere culturale e politico, che rappresenta una vera e propria rivoluzione antropologica, con basi culturali peraltro antichissime: è una manifestazione dell’antica eresia gnostica: tu sei quello che decidi di essere.»

Lei è uno dei più importanti esperti e appassionati di letteratura fantasy. Cosa l’ha spinta a scrivere un libro sul gender?

«In realtà il mio libro, “Il destino di Frankenstein” è un libro non solo sul gender, ma su tutti i tentativi con cui l’uomo cerca di “giocare a fare Dio”, sostituendosi al Creatore. Da questo punto di vista la Letteratura del Fantastico è straordinaria: attraverso le varie utopie letterarie, di cui il Frankenstein di Mary Shelley è uno degli esempi più significativi, ci mostra cosa succede quando entra in azione un certo titanismo della scienza che non si mette al servizio dei bisogni dell’uomo, ma dei sogni di grandezza dello scienziato, la cui ambizione è sostituirsi a Dio e cambiare la creazione. Da questo punto di vista, così come dal laboratorio del dottor Frankenstein esce non una creatura ma un mostro, così dai vari laboratori attuali- biologici, ma anche sociologici – possono uscire altre mostruose caricature della naturae delle realtà naturali.»

Papa Francesco ha da sempre espresso una posizione molto dura nei confronti di questa teoria, definendola una ‘colonizzazione ideologica’. Ad oggi c’è ancora chi ne nega l’esistenza. Secondo lei come mai?

«Perché queste prese di posizione del Magistero della Chiesa vengono ignorate o censurate. La grande stampa laicista preferisce selezionare ed estrapolare da ciò che il Papa dice solo quello che le fa comodo, che fa comodo ad una certa ideologia. Non si deve far sapere che questo Papa – così come i suoi predecessori – condanna l’aborto, così come l’eutanasia, la manipolazione genetica, le teorie gender. Agli occhi dell’opinione pubblica deve essere “il Papa buono” a cui va bene tutto. Ma è una falsificazione clamorosa.»

Cosa direbbe ai genitori che stanno leggendo le sue parole?

«Aiutate a crescere i vostri figli e le vostre figlie difendendo le loro coscienze dalla manipolazione mediatica che purtroppo li raggiunge in molti modi, attraverso varie forme di informazione, tra le quali si vorrebbe inserire d’autorità anche la scuola.

Per fare questo informatevi e formatevi sulle grandi questioni etiche e culturali, che tutti noi siamo chiamati ad affrontare.»

a cura di Alessandra Corrente






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