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Il Veganismo: uno stile di vita, un’opportunità economica o una calamita per le polemiche?

Negli ultimi anni, in Italia, la popolazione dei vegetariani e dei vegani è cresciuta esponenzialmente fino a toccare ben l’8% della popolazione nell’arco del 2015 (Rapporto Eurispes 2016 ).

Questo cambiamento o meglio, questa espansione nella scelta delle abitudini alimentari, ha portato con sé, tra le mille polemiche, anche a benefici per il settore produttivo e della ristorazione che hanno ora nuove carte da giocare.

Prima di tutto chiariamo la differenza tra vegetarianesimo e veganismo: il primo è uno stile di vita che esclude dalla dieta la carne ed il pesce, ovvero tutto quel cibo che comporta l’uccisione diretta di un essere vivente; il secondo invece, è uno stile di vita che esclude completamente qualsiasi prodotto di origine animale, quindi anche uova e latticini per la cui produzione, spesso e volentieri, si maltrattano e si uccidono prematuramente gli animali.

La scelta vegana, quindi maggiormente restrittiva, in Italia sembra però legata più a motivi di salute che a motivi ambientali ed etici, ma i vegani rispetto ai vegetariani, nella maggior parte dei casi, abbracciano tutte le sfumature di questo stile di vita che si riassumono in quattro pilastri: benefici per l’ambiente (scelta ambientale), benefici per la salute (scelta salutare), benessere per gli animali (scelta etica) e maggiori risorse disponibili per tutti (scelta umanitaria).

Convinzioni personali a parte questo stile di vita ha portato con sé, assieme alle svariate polemiche e dibattiti tra medici, anche molte opportunità per ristoratori e aziende alimentari che si sono inventate o reinventate proprio grazie a questo fenomeno in crescita.

Anche in Trentino il settore terziario non si è fatto sfuggire l’occasione e molte attività commerciali, ristoranti, bistrot, food trucks, etc.. hanno aggiunto al loro menù una o più opzioni vegane, espandendo così il loro pubblico e creando alternative salutari per tutti. Pur essendo la nostra regione ricca di tradizioni e preparazioni basate su prodotti di origine animale, questa filosofia sembra essere stata ben accolta dal pubblico e la curiosità che le gravita attorno è crescente. A dicembre 2015 è stato proiettato il pluripremiato film-documentario Cowspiracy (titolo completo Cowspiracy: il segreto della sostenibilità), nel quale si espongono i danni ambientali dovuti agli allevamenti intensivi destinati sia alla produzione di carne che di derivati (come i latticini).

Quindi anche in regione il veganismo è stata un’occasione per far nascere nuovi business completamente “cruelty-free” (senza l’impiego di derivati animali) che incuriosiscono i neofiti e appagano i vegani più convinti. Ad Arco (TN), ad esempio, vi sono ben due ristoranti vegani (uno è vegetariano con ampia scelta vegana) e un panificio che pubblicizza le sue creazioni di croissant e pasticcini realizzati senza l’utilizzo di latte o uova.

A Trento da una settimana ha aperto una pasticceria vegana che propone anche dolci “raw” (utilizzando solo materie prime crude) e senza glutine; non solo, nel capoluogo di regione si possono trovare pizze preparate con formaggio vegano e piatti della tradizione rielaborati in chiave vegetale nei menù dei ristoranti più famosi, accanto a quelli dalla cucina tradizionale.

Per quanto questo stile di vita possa sembrare estremo, va considerato anche il suo apporto positivo nel creare alternative per gli allergici e gli intolleranti, i quali per anni non si sono potuti concedere un cappuccino e una brioches, mentre ora possono andare a colpo sicuro senza rischiare una corsa in ospedale.

La ghiotta opportunità creata dal veganismo non è rimasta inascoltata nemmeno dalle grandi e piccole catene di supermercati della Provincia, che in diversa misura propongono ormai ampi spazi all’interno dei loro punti vendita per la scelta vegetariana e vegana.

Non si tratta solo di cibo, le occasioni infatti non mancano nemmeno per quanto riguarda il settore cosmetico e vestiario, dove vi è ampia possibilità da parte di aziende e artigiani per creare nuovi prodotti senza l’impiego di sostanze di origine animale.

Il nuovo che avanza fa sempre paura, ma i nostri vicini tedeschi stanno già cavalcando l’onda e dopo aver creato il primo supermercato vegan d’Europa, sono diventati uno dei Paesi più vegan nel vecchio continente con quasi 8 milioni di vegetariani e circa 900.000 vegani, ma il dato più interessante è che negli ultimi cinque anni le opzioni vegane, in Germania, sono cresciute del 633% (Rapporto Mintel).

Insomma, che lo amiate o lo odiate, il popolo “Veg” sta avanzando e sta rivoluzionando il mercato, aggiungendo alternative piuttosto che togliendo opportunità, come molti vorrebbero insinuare, ma solo il tempo ci saprà dire chi ha davvero ragione.






One Comment to Il Veganismo: uno stile di vita, un’opportunità economica o una calamita per le polemiche?

  1. Alessandro ha detto:

    Il veganismo è un movimento filosofico basato su uno stile di vita fondato sul rifiuto – nei limiti del possibile e praticabile – di ogni forma di sfruttamento degli animali (per alimentazione, abbigliamento, spettacolo e ogni altro scopo). E’ quindi impossibile utilizzare il termine “vegan” escludendo l’aspetto etico: il vocabolo più corretto per riferirsi ad una dieta a base unicamente vegetale è “vegetaliano”.

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