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Una vita dedicata alle api – L’incredibile esempio del Commendatore Mario Pasquali

Nato a Trento, nel 1922, il Commendatore Mario Pasquali è uno dei più grandi apicoltori della storia italiana e uno dei massimi esperti di Apiterapia.

Mario Pasquali, dopo la sua formazione classica presso il collegio Salesiano inizia la suo storica attività nell’apicoltura nel lontano 1955 e da allora grazie al duro lavoro e allo studio approfondito del mondo della api, diventa uno dei massimi esperti di apiterapia a livello nazionale, arrivando a pubblicare nel 2012 il suo libro “Apiterapia: I prodotti dell’alveare”.

La sua conoscenza del territorio Trentino e la sua innata curiosità per tutto ciò che lo circonda, lo portano a studiare in modo approfondito il potere curativo del miele e dei prodotti dell’alveare, nonché tutte le tecniche per tutelare la vita delle api da malattie esterne e prodotti chimici che negli anni hanno messo a rischio la vita di questa magnifica specie.

Grazie ad un lavoro meticoloso e professionale, negli anni è riuscito a gestire i suoi alveari sia in regione che fuori e la sua dedizione gli ha conferito il titolo di Cavaliere Ufficiale per la sua responsabilità per l’attività di Apicoltura. Nonostante la sua attività di apicoltore si sia conclusa qualche anno fa, Mario Pasquali continua a dispensare la sua conoscenza attraverso il suo libro ed i suoi interventi in conferenze e convegni.

Durante una breve intervista ci ha raccontato l’impegno e la fatica che ha dovuto sostenere per mettere in piedi la sua attività da solo, senza nessun tipo di supporto da parte dell’amministrazione, nonostante il lavoro svolto fosse di grande interesse territoriale.

Ad esempio sul tema riguardante antiparassitari e diserbanti ci ha detto come questi avvelenino le api, le quali, succhiando il nettare muoiono sulla strada che le porta all’alveare o di come addirittura non potranno più entrare nell’alveare stesso poiché le altre api compagne non le lascerebbero entrare.

Le sue competenze in materia sono talmente ampie e rilevanti da essere arrivate ben oltre i confini nazionali: 1981 il Comm. Pasquali ha organizzato il Primo Congresso Internazionale di Apiterapia, dove con i più grandi nomi a livello mondiale su questo tema, ha rappresentato orgogliosamente le sue ricerche e le sue competenze acquisite in anni ed anni di studio e lavoro.

Ricordando la fatica e la dedizione richiesta per riuscire ad ottenere un prodotto sano e sostenibile, ci ha raccontato di come oggi per produrre sempre di più, contenendo i costi, venga tolto più prodotto alle api, e di come queste vengano maltrattate per sfruttare il più possibile il loro lavoro. Spesso, ci racconta, il miele italiano viene mischiato a quello proveniente dall’estero che costa meno e la cui qualità non è sempre rintracciabile.

Nelle sue ricerche, descritte nel suo libro, il Comm. Pasquali descrive le proprietà curative del miele e dei prodotti dell’alveare, ma queste proprietà sono chiaramente legate ad un prodotto di qualità, possibilmente tracciabile in tutta la sua filiera produttiva.

Miele, polline, pappa reale, propoli e veleno, tra le combinazioni studiate da questo leggendario esperto per curare malattie di vario genere o semplicemente mantenere uno stato di salute equilibrato, il quale ha gettato le basi perchè l’apiterapia diventasse una vera e propria disciplina medica.

La vita delle api ad oggi è messa in pericolo dall’uso spropositato di fitofarmaci come sostengono diverse ricerche, l’ultima effettuata dall’Università di Berna  mette in correlazione i pesticidi con la difficoltà riproduttiva delle api.

Come scrive il Comm. Pasquali nel suo libro: “Di questo passo dove si andrà a finire? Ricordiamoci che le api sono i migliori strumenti che indicano all’uomo come dovrebbe comportarsi per evitare danni inimmaginabili”.

Forse dovremmo trovare nelle parole di questo saggio novantaquattrenne un monito per il futuro. Le api grazie al loro lavoro incessante portano vita, prosperità e salute.

L’inquinamento da pesticidi, elettromagnetismo e prodotti chimici, sta mettendo in pericolo questa piccola ma fondamentale specie, senza la quale, anche l’uomo non potrà sopravvivere.






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