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Jazzprint & friends festival: venerdì al parco Braille la grande storia della band trentina

Concerto con brani inediti e altri attinti dallo storico repertorio.

Parteciperanno artisti ospiti, amici ed ex-componenti dei Jazzprint: Claudia Bidoli, Martino Consoli, Luca Rubertelli, Emilio Galante, Valerio de Paola, Stefano Colpi, Sergio Decarli…
E poi ancora Francesco Pisanu al piano, Alessandro Bianchini al vibrafono, Stefano Bianchini al contrabbasso e Filip Milenkovic alla batteria.

30 anni dalla realizzazione del vinile distribuito in tutta Italia, 35 anni dalla nascita dello storico gruppo trentino: una doppia ricorrenza da festeggiare al parco Braille di Cristo Re con inizio alle ore 21.00 con l’intervento di artisti (di Trento e varie parti d’Italia) che hanno condiviso coi Jazzprint un passato di amicizia e momenti creativi. Musicisti, cantanti, cantautori, cabarettisti… si esibiscono insieme, in una serata di festa e cultura.

Il concerto live è inserito nella programmazione musicale di «Cristo Re: il rione in piazza».

LA NASCITA – Fondati nell ́ 81 da Francesco Pisanu (franz), con Stefano Bianchini e Sergio Decarli: 3 giovani musicisti polivalenti e poco inquadrati. Il loro background classico e pop si unifica nel Jazz. Il nome “traccia di Jazz” rivela il programma di un linguaggio aperto a svariate suggestioni. Franz è da sempre alfiere del gruppo e autore dei brani e degli arrangiamenti.

I PRIMI SUCCESSI – Nel dicembre 81 i Jazzprint (col trombettista Franco Falceri) partecipano al Festival Internazionale di Trento dedicato a Bela Bartok, presentando brani del musicista reinterpretati in chiave jazzistica. La formula (allora innovativa) funziona per critica e pubblico. Il conseguente tour culmina nel Festival Nazionale dell ́Unità e Pergine Spettacolo Aperto

LA SVOLTA JAZZ ROCK CON BRAIDO E WEISS – Nell ́82 entra il giovanissimo Andrea Braido (che in pochi anni sarebbe asceso tra i chitarristi italiani più apprezzati), producendo una svolta verso un sound più rock. L’ambito resta comunque jazzistico grazie al fraseggio elegante del sassofonista Benny Weiss.

IL PERIODO AUREO – Tra l ́84 e l ́86 i Jazzprint vantano una formazione di grande spessore tecnico e artistico, con un sound agguerrito e omogeneo che li porterà a tour di successo in Nord-Italia: alla batteria Davide Ragazzoni, al basso Andrea Braido, alle percussioni Sbibu (Francesco Sguazzabia). Il loro Funkie-Jazz è incalzante. La peculiarità del sound ha favorito collaborazioni con artisti del mondo musicale più variegato tra cui Luciano Berio e Ludovico Einaudi.

IL DISCO – E ́ dell ́86 l ́LP con Rhonda Moore, il coronamento della fase più creativa e intensa del gruppo. Le performance sono eleganti e raffinate, distanti dalla focosità che i Jazzprint usavano trasfondere nei loro concerti. Il disco è venduto su tutto il territorio nazionale e ben recensito dalla stampa (Radiocorriere, Manifesto, L’ultimo buscadero, Adige, Alto Adige, Arena…).

LE SUCCESSIVE RICERCHE – Nel ’92, ́ con l ́entrata di Emilio Galante e il ritorno di Stefano Bianchini il gruppo segue una strada “fauve” nella costante ricerca di un linguaggio timbricamente colorato. Importante l ́apporto di Massimo Turco nella creazione di basi ritmiche elettroniche con miscelazione live.

NUOVO MILLENNIO, STRADE COLTE E CONTAMINATE – Le puntate compositive in campo classico di Pisanu hanno prodotto un avvicinamento tra i Jazzprint e gruppi strumentali colti. Si è sempre più ricercato l ́accostamento di musicisti di diversa estrazione per aprire nuove strade espressive. Jazzprint ha costituito il motore musicale di opere sinfoniche-multimediali e musical: The Stolen Child, Giro in moto su un motore immoto, Leonardo sì – Beethoven no. Jazzprint – operatore culturale

OGGI – Lo stile è caratterizzato da influenze pop, funkie, latin, salsa e richiami classici. L’organico è arricchito da Alessandro Bianchini a vibrafono e percussioni. Peculiarità Jazzprint è coniugare originalità compositiva e improvvisazione jazzistica con grande versatilità espressiva. A volte la performance è arricchita da brevi elementi teatrali e multimediali. Un’offerta colta e divertente in cui la musica è smontata e rimontata con creatività e un pizzico di ironia.

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