Main Menu

Referendum costituzionale 4 dicembre 2016: si o NO?

Il referendum si avvicina e gli incontri di approfondimento diventano essenziali per capire davvero la posta in gioco.

A Trento ci sarà, a giorni (4 novembre, ore 20.30, centro servizi culturali Santa Chiara, via santa Croce 67) un incontro veramente speciale, in quanto sarà presente, accanto ad altri relatori, il senatore Gaetano Quagliariello.

Quagliariello è stato uno dei 4 “saggi” individuati nel marzo 2013 dall’allora presidente Giorgio Napolitano per occuparsi delle possibili riforme costituzionali.

Poi, nel governo Letta, Quagliariello è diventato ministro per le Riforme costituzionali: in questa veste ha lavorato insieme a 42 costituzionalisti e docenti di ogni orientamento chiamati a proporre riforme condivise. Un lavoro poi interrotto a causa della volontà del trio Renzi-Boschi-Verdini di affermare le riforme a spron battuto, con la massima celerità (a colpi di fiducia) e il minimo dibattito possibile.

Quagliariello non è uno di quelli per i quali la nostra attuale Costituzione è “la più bella del mondo” e come tale immodificabile. Ricorda infatti che, a differenza di quanto spesso si dice, le riforme ci sono già state, più volte, ma che non sempre si sono rivelate positive. Anzi! A ben vedere uno degli aspetti dell’attuale riforma renziana è quello di rimettere in discussione totalmente la riforma del 2001, voluta dal Pd stesso. Quella riforma, dice oggi Renzi, era troppo federalista (cioè era, a suo dire, fatta male); quella di oggi, rispondono molti costituzionalisti, è, al contrario, neo-centralista.

Sia come sia, le domande cui Quagliariello cercherà di rispondere sono queste: le riforme sono positive in sé, o occorre, perché siano tali, che siano fatte bene? Riformare 47 articoli in poco tempo, è riformare o imporre dall’alto una rivoluzione? E’ sistemare ciò che non va, o è riscrivere, in fretta e furia, l’ordinamento dello Stato? Le promesse sulla riduzione dei costi della politica, sono vere, o sono solo, ancora una volta, annunci elettorali di un politico di professione? Quali sono i dati veri? Ancora: il combinato disposto riforme costituzionali-legge elettorale Italicum, consegnando la maggioranza della Camera ad un solo partito, che ha magari il 15% del consenso del paese, ci porta o meno al trionfo della partitocrazia, ad una oligarchia antidemocratica, come denunciato da presidenti emeriti della Corte Costituzionale come Gustavo Zagrebelsky, Valerio Onida e Antonio Baldassarre?

Dopo il senatore Quagliariello, presidente di Idea, prenderanno la parola Rodolfo Borga, consigliere regionale della Civica Trentina e giurista, e Sandro Bordignon, coordinatore del Movimento Agire per la città di Trento.

A loro spetterà il compito di illustrare gli effetti delle riforme costituzionali sull’autonomia trentina. L’attuale contenzioso che vede la nostra Provincia contro il governo per il blocco degli avanzi di amministrazione di Provincia e Comuni (per un totale di ben 400 milioni di euro), è un incidente di percorso, o va esattamente nella direzione neo-centralista voluta da Roma?

Per parte di chi scrive, se avessi la possibilità di porre una domanda ai relatori, chiederei loro questo.

Il governo, con la riforma, vuole fare leggi “più veloci”, vuole più decisionismo e quindi una sola camera (controllata da un solo partito, guidato a sua volta da un solo uomo), per decidere su : 1) trattati internazionali; 2) materie etiche ( eutanasia, droga libera, adozioni …); 3) dichiarazioni di guerra ; 4) amnistia e indulto. E’ prudente e democratico dare ad un governo, quale che sia, tutti questi poteri?






Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked as *

*