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L’Università di Trento piange la scomparsa di Paolo Prodi

Cordoglio all’Università di Trento per la scomparsa del professor Paolo Prodi, storico e docente universitario, che fu il primo rettore dell’Ateneo dal 1972 al 1978.

Prodi guidò la allora “Libera Università di Trento” negli anni subito precedenti alla sua statalizzazione: un periodo di grande apertura al territorio e di sviluppo di nuove discipline, che vide tra l’altro anche la nascita della Facoltà di Scienze e poco dopo anche di quella di Economia.

Paolo Prodi era anche il Fratello maggiore dell’ex primo ministro italiano Romano Prodi.

Aveva 84 anni ed era stato tra i fondatori della casa editrice “Il Mulino”,  e appunto docente universitario a Trento, a Roma e all’Alma Mater di Bologna. Candidato del movimento La Rete alle elezioni politiche del 1992, abbandonò il movimento in dissenso con la presa di posizione di Leoluca Orlando a favore del No nel referendum elettorale del 1993.

Paolo Prodi ha tracciato una strada – ricorda il rettore Paolo Collini – non soltanto come storico e autorevole studioso del Concilio di Trento. Vedeva l’Università di Trento come un ponte verso l’Europa. La sua idea di un ateneo accogliente, aperto al confronto e dialogante, con lo sguardo rivolto alla dimensione internazionale, ma anche ai nostri vicini di Alto Adige, Tirolo e del mondo tedesco ha segnato la storia della nostra università. Tuttora proseguiamo il suo disegno nel costruire questi rapporti e nel promuovere collaborazioni sempre più stabili e fruttuose. Il suo ricordo e il suo esempio, oltre alle numerose attività scientifiche che ha contribuito ad avviare, hanno dato solidità e reputazione al nostro Ateneo e reso il Trentino un luogo più aperto e intellettualmente vivace. Esprimo da parte di tutta la comunità accademica il più vivo rammarico per la sua scomparsa».

«Se n’è andato il professor Paolo Prodi e il Trentino perde un uomo che con la sua intelligenza ha lasciato un segno indelebile in questa nostra terra. Trentino d’adozione a partire dagli anni della sua docenza universitaria in città, Prodi è stato tra i primi protagonisti della straordinaria storia del nostro ateneo. Particolarmente attento al rapporto col mondo tedesco, fondò l’Istituto storico italo-germanico e per questa via contribuì a sviluppare in Trentino la memoria storica collettiva, intesa come preziosa risorsa per il futuro. Figlio della migliore cultura popolare cattolica, uomo di lettere e di studi, è stato anche uno dei massimi studiosi del Concilio di Trento. Complessivamente la sua opera ha davvero aiutato la nostra comunità e la nostra autonomia speciale a interpretare le migliori strade per il proprio sviluppo» – Così il presidente del consiglio della provincia di Trento Bruno Dorigatti sulla morte di Paolo Prodi






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