Main Menu

Gli studenti dell’Università di Trento si aggiudicano la prima Enactus Italia National Competition e volano a Londra

Scenografie teatrali dal legno scarto della produzione e nuove occasioni di incontro tra culture grazie alla scoperta delle tradizioni culinarie. Gli studenti dell’ateneo trentino si aggiudicano la prima edizione della Enactus Italia National Competition, con due progetti all’insegna dell’integrazione sociale e della cura per l’ambiente.

La competizione, tappa italiana della più ampia manifestazione promossa dalla rete internazionale Enactus, chiede a team di universitari di mettersi alla prova, ideando e strutturando progetti economicamente sostenibili che abbiano un impatto positivo sulla vita delle persone e sulla salute del pianeta.

L’organizzazione è presente nel mondo in ben 36 Paesi, con il coinvolgimento di 70 mila studenti, 1.740 università e 550 multinazionali. La sezione italiana di Enactus è nata nel 2016, a Trento, su iniziativa dei soci fondatori: Enactus, Fondazione Caritro e Fondazione Trentino Università, con il supporto della società di consulenza KPMG.

La sfida di Enactus è stata colta in Trentino da 18 giovani che hanno lavorato con il supporto del professor Alessandro Rossi (docente UniTrento, Faculty Advisor per il progetto Enactus) e della dott.ssa Gloria Cannone (junior project manager di CLab Trento) al Contamination Lab (CLab) di Trento, il laboratorio di sperimentazione interdisciplinare coordinato dall’Università di Trento in collaborazione con HIT- Hub Innovazione Trentino.

Il primo progetto ideato dai ragazzi è Re-Factory. L’idea nasce dall’intenzione di recuperare in modo creativo i materiali prima che vadano in discarica. La prima applicazione pratica riguarderà la valorizzazione del legno attraverso la realizzazione di scenografie per le compagnie teatrali trentine. Il lavoro sarà svolto da un gruppo di immigrati con il supporto di un circolo artigiano, disponibile a garantire loro formazione e assistenza. In prospettiva, il progetto sarà ampliato con la valorizzazione di altri materiali oltre al legno.

Il secondo progetto è legato, invece, al settore dello street-food. Kilimangiamo, questo il suo nome, favorisce il contatto e la conoscenza reciproca tra culture quale chiave per il superamento del pregiudizio. Dopo la fase preparatoria, composta da un workshop e un’esperienza lavorativa in un ristorante partner, sarà avviata l’attività del truck itinerante per far conoscere i piatti e le tradizioni di diversi Paesi e creare, così, nuove occasione di socializzazione.

“La cosa che ho apprezzato di più di questa esperienza è stata la possibilità di sviluppare un’idea nel concreto: agire in prima persona per realizzare un progetto che può avere una ricaduta positiva per la società” spiega Eugenio Dolzani, 25 anni di Trento, studente di International Management. “È stata un’esperienza che ci ha unito molto come gruppo – prosegue Mirko De Pascalis, 26 anni della Val d’Aosta, iscritto al Master in Innovation Management – Al di là dei risultati, vogliamo portare avanti questi progetti e realizzarli”. “Questa competizione mi ha permesso di conoscere persone e realtà diverse. Ora dobbiamo lavorare sodo in vista di Londra ma siamo tutti felici di farlo e vogliamo ripartire con ancora più slancio” conclude Martine Riblan, 24 anni della Val d’Aosta, studentessa del corso magistrale in Management.

Il team – di cui fanno parte anche Elena Corn, Mirco Pederzolli, Giacomo Pigatto, Manuel Giuseppe Leanza, Chiara Salati, Lorenza Davide, Giacomo Lazzanini, Chiara Bellini, Francesco Pavan, Martina Bertanzon, Silvia Borgonovi, Eleonora Righi, Elena Bregantini, Simone Rattenni, Alberto Botrugno e Giuseppe Idone – proseguirà nei prossimi mesi la preparazione in vista della finale mondiale della Enactus Competition, in programma a Londra dal 26 al 28 settembre.






Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked as *

*