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«Gli elettori moderati si possono prendere in giro una volta, ma non oltre».

A dirlo è il consigliere provinciale di Agire per il Trentino Claudio Cia che attacca nuovamente il partito dei sindaci, che per ora però ha solo presentato un documento programmatico senza però dire se concorrerà alle prossime elezioni provinciali di ottobre 2018.

«Nel non lontano 2015 Francesco Valduga veniva eletto Sindaco di Rovereto perché aveva convinto i suoi cittadini che lui era la vera alternativa al centrosinistra allora rappresentato dall’allora Sindaco Miorandi. Oggi però scopriamo che questa sinistra non gli fa poi cosi tanto schifo se è vero, come pare, che è pronto a condividere con essa un progetto politico. In realtà sembra di capire che in gioco ci sia qualcosa di molto più concreto, una candidatura per Roma ovvero una poltrona da assicurarsi nella capitale che ha il pregio di soddisfare il palato di chicchessia» esordisce Cia

Secondo il segretario di Agire, Valduga quando parla da ad intendere di rapprentare i sindaci, non si sa quanti e ancor meno quali; giravano voci che erano cento, poi divenuti cinquanta «ed infine, all’ultima loro conferenza stampa, ne abbiamo contati meno di dieci e, forse, neanche tutti erano sindaci». In realtà quanto afferma Cia è sostenuto da molti altri uomini politici, anche della maggioranza. Infatti Valduga presenta qualcosa di astratto che non si capisca bene dove porti e soprattutto con chi porti.

Lo stesso Valduga ha confermato, come il sindaco di Pergine Oss Emer, di voler terminare il suo mandato di sindaco che scade nel 2020, mentre il sindaco di Tione Gottardi che all’inizio si era aggregato al movimento dei sindaci viene dato per certo in quota PATT, degli altri sindaci per il momento non vi sono più tracce. E allora chi sono gli iscritti di questo movimento? Per il momento non è dato da sapersi. Ma su dove potrebbe andare il cosi detto movimento dei sindaci Claudio Cia pare avere le idee piuttosto chiare.

«La cosa piú intrigante è però sapere quanti degli amministratori vantati condividono la virata a sinistra di Valduga. Io penso in pochi se si considera che un buon numero di essi è stato eletto con liste civiche perché alternative al centrosinistra. Al contrario sarebbe davvero triste se dovessimo scoprire che questi signori hanno una personalità camaleontica senza passione per una politica  che davvero si occupi del bene dei cittadini e non di poltrone da riempire. Per quanto riguarda il centrosinistra, – conclude poi il consigliere provinciale – va riconosciuto che ancora una volta ha dimostrato la sua abilità nel neutralizzare quanti potrebbero spogliarlo del potere, e pare che in questo caso non gli sia  poi stato cosi difficile. É risaputo d’altronde che là dove non c’è un credo politico non c’è coraggio, ma solo interessi personali da assecondare. Gli elettori moderati si possono prendere in giro una volta, ma non oltre».






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