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L’ Iva sulla raccolta rifiuti torna a far capolino in consiglio provinciale

Apprendiamo che il consigliere provinciale Claudio Cia, ha presentato, lo scorso 18 settembre, una interrogazione sulla “vexata quaestio” dell’applicazione dell’Iva sulla raccolta rifiuti.

Trattasi di palese illegittimità “certificata” da una consolidata e ormai pacifica giurisprudenza, ai massimi livelli (Cassazione Sezione Tributaria e Cassazione SS.UU) e dalla pronuncia della Corte Costituzionale (sentenza n. 238/09) che sostanzialmente confermano la natura tributaria della raccolta dei rifiuti comunque chiamata, comprense le fantasiosioe formule locali (tariffa puntuale) perché non si può imporre una tassa su altra tassa e per l’impranticabilità dell’applicazione dell’Iva, esorbitando la raccolta dei rifiuti dall’ambito dell’imposta sul valore aggiunto (decreto IVA, artt. 1-3 del DPR 633/1972 e s.m.) e perché non si può imporre una tassa su altra tassa.

L’Associazione “Lo Scudo” a difesa dei Cittadini, che ho l’onore di dirigere, da anni è impegnata per ristabilire, in questo kafkiana vicenda, il rispetto delle sentenze e la corretta applicazione della legge.

L’assurdo è che gli enti pubblici, lo Stato, la Provincia e i Comuni che dovrebbero essere i primi ad applicare le sentenze sono invece bravissimi nel gioco del tre carte. Invece di fare gli interessi dei cittadini che rappresentano, continuano imperterriti, ciascuno per la propria parte di responsabilità, a perseverare , a questo punto, nell’illegalità conclamata.

Ci si chiede perché il cittadino per ottenere soddisfazione cioè la restituzione dell’Iva indebitamente pagata sulla raccolta dei rifiuti deve promuovere una causa contro l’ente gestore, pubblico o privato, della raccolta rifiuti oppure come noi sosteniamo, sulla base dell’esperienza maturata negli anni, deve utilizzare l’art. 1241 del Codice Civile compensando il credito maturato fino a concorrenza sulle fatturazioni future, depurate ovviamente dell’Iva.

Ci si chiede perché costringere il cittadino ad avviare, in un caso o nell’altro, il contenzioso con l’ente gestore della raccolta rifiuti, quando la consolidata e pacifica giurisprudenza nega l’applicabilità dell’Iva?

Ci si chiede perché gli enti gestori continuano nella fatturazione con Iva?

Alla interrogazione di Cia, siamo certi non seguirà risposta se non quella che già conosciamo, per i precedenti, sulla stessa materia dei consiglieri Borga e Civettini, di cui abbiamo ampiamente trattato.

Esemplare a questo proposito, naturalmente in negativo, quanto scrive Trentino Riscossioni spa (braccio armato della Provincia, una sorta di “Equitalia” provinciale): voce Tarsu-Tia-Tares del settore Tributi ed Oneri.

Quindi, non perdiamo tempo. Per spuntarla serve una forte protesta popolare che scuota i palazzi del potere.

Ovviamente a Claudio Cia, come abbiamo fatto per Borga e Civettini, il nostro apprezzamento anche a nome dei cittadini “taglieggiati“.






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