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Presentata anche un'interrogazione sulla questione.

Disdetta dei contratti integrativi della partecipate, Degasperi: «Di fallimento in fallimento verso il 2018»

«L’inadeguatezza di chi governa la Provincia si rende ancor più evidente oggi con la disdetta dei contratti integrativi per i dipendenti delle società provinciali. Come al solito tutto era partito con grandi proclami e con intenti bellicosi. La promessa era quella di eliminare i privilegi e ricondurre la giungla dei contratti esistenti ad uno unico che garantisse equità e ragionevolezza. Il fine era ovviamente meritorio. Ma per imprese difficili servono competenze, capacità e volontà. Visti i risultati è facile dedurre che manchino tutte e tre.» – esordisce così la nota del consigliere Filippo Degasperi l’indomani della conferma da parte della provincia autonoma di Trento di tagliare per tutti il contratto integrativo.

Ma la questione finirà anche sui banchi della giunta, infatti il consigliere pentastellato presenta un’interrogazione dove chiede al presidente Ugo Rossi la tipologia di contratto applicato da ciascuna società o ente partecipato dalla PAT ai dipendenti e con riferimento ad ogni società o ente coinvolto nella fallita trattativa sul cosiddetto contratto unico, il dettaglio dei dipendenti con retribuzione superiore rispetto alle previsioni minime dei contratti, ad esclusione di quanto riconosciuto in virtù dei contratti integrativi, con indicazione per ciascuno del livello di inquadramento, delle mansioni e della retribuzione annuale.

La provincia dopo aver abbandonato l’idea del contratto unico decide unilateralmente di eliminare per tutti il contratto integrativo. «In barba all’equità, – sottolinea ancora Degasperi – si opera con tagli lineari in un ordine tra il 10 e il 20% per tutti. Da una parte i privilegiati che rimarranno tali come ormai consueto in questa Provincia: dirigenti numerosi e superpagati, beneficiari del sontuoso contratto del credito e di trattamenti individuali di incomprensibile origine. Dall’altra i metalmeccanici e tutti quelli che nel passato non hanno approfittato delle attenzioni della politica».

Degasperi poi chiude mettendo in ordine i fallimenti della PAT: «Dopo il fallimento della razionalizzazione delle partecipazioni, dopo il fallimento del Centro Servizi Condiviso, dopo il fallimento del contratto unico, un altro disastro di cui fregiarsi per la maggioranza PD-PATT-UPT». 






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