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Assenze direttrice del CUE, Degasperi presenta un’interrogazione alla Giunta provinciale.

È vero che la direttrice del CUE (nuovo numero 112 per le emergenze) nei mesi estivi ha fatto un mese e mezzo di assenza dal lavoro? Quali sono le ragioni del prolungato periodo si assenza in un momento delicato dove il numero 112 iniziava il suo percorso? È vero che nel mese di agosto, sono state richieste anche 15 notti di seguito agli operatori? Quali iniziative intende adottare la Provincia per quanto successo?

Questi sono alcuni quesiti che il consigliere provinciale Filippo Degasperi ha inserito nella interrogazione (n 5123) depositata ieri a cui la giunta dovrà rispondere.

«Una delle tante vicende che nel corso della XV legislatura stanno assumendo contorni grotteschi è quella della cosiddetta Centrale Unica per l’Emergenza che, come noto, non è affatto unica bensì la terza, che si è aggiunta alle preesistenti centrali del 115 e del 118»esordisce Degasperi nella premessa.

E ancora: «Partita in pompa magna nel giugno 2017, dopo le disavventure occorse, sembra essere caduta in disgrazia, tanto che nessuno dei padri nobili si arrischia più a confondere la propria immagine con quella della C.U.E.. A farne le spese, come al solito, rischiano di essere i lavoratori che, con entusiasmo, anche alla ricerca di esperienze stimolanti, avevano accettato la sfida. Si tratta in parte anche di dipendenti provinciali che, avendo competenze linguistiche significative avevano visto nella C.U.E. un’opportunità di crescita professionale. La realtà purtroppo si sta rivelando lontana dalle aspettative. Sembrerebbe in particolare che, soprattutto nei mesi estivi, ovvero quelli che hanno visto l’avvio della centrale, le complicazioni non siano mancate»

Secondo Filippo Degasperi è comprensibile che nella fase iniziale si possa verificare qualche disguido. «Ed è proprio questa la ragione che avrebbe dovuto imporre a chi è stato indicato come responsabile di garantire la presenza. Quando una nave esce dal porto le manovre le gestisce direttamente il comandante».

«Secondo quanto segnalato, – aggiunge Degasperi – parrebbe invece che in questo caso il responsabile della C.U.E. abbia fatto segnare un periodo di assenza piuttosto considerevole (nell’ordine del mese e mezzo attorno ad agosto) mentre, al contrario, gli operatori assicuravano il servizio. Addirittura a qualche lavoratore nel mese di agosto sarebbero state richieste anche 15 notti di seguito».

Considerato che i dipendenti che garantiscono i turni ricevono un’indennità di 90 euro lordi in più, – conclude infine – è naturale che qualche malumore inizi a serpeggiare. Vista la delicatezza dell’ambito presidiato dalla C.U.E. è chiaro che se la situazione ipotizzata fosse confermata, le ricadute sulla qualità del servizio potrebbero essere imprevedibili»

 






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