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Dal Trentino all’Africa seguendo un filo che parla di diritti umani

LAssociazione Grande Quercia di Rovereto è arrivata nel continente africano per poter dare aiuto a chi non ha la fortuna di essere nato in un Paese del benessere.

La presidente Elisabetta Murdaca, si è recata spesso in Africa e proprio lì ha conosciuto una delle realtà più importanti: Koinonia Community.

Koinonia è una comunità di laici cristiani, desiderosi di costruire qualcosa di buono per sè e per gli altri, impegnati nel sociale e nel mondo della comunicazione, fondata da Padre Renato Sesana, figlio adottivo del territorio africano, che l’ha persino ribattezzato in Kizito.

Presidente Murdaca, quando ha conosciuto questa realtà?

“Era novembre del 2016, quando a Nairoibi, durante il mio primo viaggio in Africa, ho conosciuto Padre kizito. Lo avevo contattato su suggerimento del servizio della Cooperazione Internazionale”.

Chi è Padre Kizito?

“Un grande uomo, un padre comboniano italiano che si è stabilito in Africa negli anni ’80 e da allora non ha smesso un attimo di pensare e dare vita a progetti non per gli africani ma con gli africani”.

Padre Kizito insieme a Elisabetta Murdaca e ad un’altra socia dell’Associazione Grande Quercia, Lidia Spagnolli

Di cosa si occupa Koinonia Community in Kenya?

“Le sue finalità sono diverse: promozione allo sviluppo integrale delle persone, protezione dell’infanzia vulnerabile, recupero, riabilitazione e reintegro di ex bambini di strada; sensibilizzazione ed animazione della comunità circostante su tematiche inerenti alla marginalità giovanile, ai diritti dei minori, alla giustizia, alla pace; organizzazione di brevi corsi per bambini e ragazzi che vivono nei centri gestiti da Koinonia ma anche provenienti dalla comunità circostante”.

Come vengono tradotti in pratica queste finalità?

“Koinonia ha realizzato moltissimi progetti in Kenya: gestisce 3 centri di accoglienza di ex bambini di strada oltre a 2 centri di riabilitazione di ex bambini di strada nella baraccopoli di Kibera. Gestisce inoltre un centro di fisioterapia per bambini con disabilità a Kibera, una scuola secondaria residenziale (Domus Maria); un centro di incontri (Shalom House), una scuola di informatica (Shaom IT center) e Diakonia Institute dove si tengono corsi per assistenti sociali e project menager. Non si può tralasciare di citare il dispensario e la radio comunitaria. E molto altro ancora”.

Porta avanti tutto Padre Kizito?

“Lui è il cuore e la mente di tutto ma si avvale della collaborazione di molte persone fidate, tutte africane. Determinante è nello staff la presenza di diversi professionisti che un tempo erano ospiti dei centri Koinonia e che hanno scelto di prepararsi e restituire quanto hanno loro stesso ricevuto nei centri di accoglienza”.

Quali sono i suoi rapporti oggi con Padre Kizito e Koinonia?

“I rapporti sono continuati al mio rientro in Italia e si sono intensificati in seguito alla mia richiesta di andare a conoscere i progetti di Koinonia in Zambia.

Successivamente è nato un rapporto di partnership con padre Kizito per un progetto di cooperazione internazionale che stiamo sviluppando su un loro terreno in Kenya”.

Di che tipo di progetto si tratta?

“E’ un progetto formativo di sviluppo agricolo sostenibile: su un terreno di Koinonia alla periferia di Nairobi vengono ora coltivati moringa e altri ortaggi, offrendo formazione e lavoro a giovani, ex ospiti della struttura, nella coltivazione e a donne nella trasformazione e vendita dei prodotti. Parte del raccolto e degli utili della vendita saranno offerti a Tone la Maji, centro di accoglienza per bambini di strada di Koininia. Sono previste azioni di sensibilizzazione, da una parte, della comunità locale kenyota circa le proprietà, l’utilizzo e la coltivazione domestica della moringa e, dall’altra, anche della comunità trentina circa la solidarietà internazionale. Il progetto sarà attuato dalla controparte locale, affiancata da personale volontario della nostra associazione (Grande Quercia) nelle fasi di monitoraggio e formazione”.

In quali Paesi opera Koinonia Community?

“Koinonia Community è un grande albero nato dal seme della fratellanza piantato da padre Kizito. Questo albero ha tre rami principali:

Koinonia Zambia (fondata nel 1980), Koinonia Kenya (fondata nel 1990) e dal 1995 Koinonia è stata fondata anche sui Monti Nuba del Sudan.

E’ stata poi anche in Zambia?

Si! Ho fatto tre settimane di volontariato (con un’altra socia della Grande Quercia) presso Mthunzi, il centro di accoglienza per ex bambini di strada, vicino alla capitale Lusaka. Ho così potuto conoscere anche gli altri progetti che vengono portati avanti da Koinonia Zambia.

Ora mi sto preparando per tornare di nuovo lì il 24 novembre”.

Cosa l’ha colpita dei progetti di Koinonia?

“I frutti del seme della fratellanza piantato da Kizito: ognuno dei bambini si occupa di tutti, compresi gli ospiti stranieri. Nei centri di Koinonia mi sono emozionata, l’accoglienza e la gioia dei bambini mi hanno profondamente toccata”.

Elisabetta Murdaca, Presidente dell’Associazione Grande Quercia

Secondo lei noi trentini come possiamo realmente aiutare il popolo africano?

“Io credo che la prima cosa da fare sia guardare a loro come fratelli e pensare a loro come persone dalle quali si può imparare molto e solo allora poi si può pensare di insegnare loro a sviluppare le competenze proprie del mondo occidentale perché possano essere autonome”.

Di cosa ha più bisogno la popolazione dell’Africa?

“Di avere fiducia in se stessa e di ricevere gli strumenti per imparare a camminare sulle proprie gambe”.

Cosa non abbiamo ancora capito di questo popolo?

“Le loro invidiabili qualità, come la resilienza”.






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