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Trento Rise: slitta il rinvio a giudizio di altri indagati

Sappiamo che i tempi della giustizia sono piuttosto lunghi, ma sappiamo che dipendono anche dal codice di procedura penale. Di conseguenza, non ci stupiamo più di tanto se l’inchiesta “spezzatino” avviata dalla procura della repubblica (p.m. Profiti e Silvi) e articolata in ben sette filoni, dopo le condanne inflitte dal giudice Borrelli, lo scorso 18 giugno, ad un gruppo di imputati per le consulenze legali, registra uno stop.

Nei giorni scorsi i Gup (Marco La Ganga e Michele Cuccaro) hanno rinviato al prossimo dicembre l’udienza preliminare che avrebbe dovuto confermare, per i procedimenti di loro competenza, le accuse di pm e gip nei confronti di un altro gruppo di indagati, oppure, qualora le prove non fossero ritenute sufficienti, decidere il non luogo a procedere.

Il rinvio è motivato dalle trattative in corso tra Deloitte e Trento Rise in liquidazione. La seconda chiede alla prima un risarcimento di 2,5 milioni di euro a fronte dell’offerta di 1 milione di euro: un divario non di poco conto.

E’ appena il caso di ricordare che la Provincia di Trento concesse a Trento Rise negli anni 2011-2014 finanziamenti per un totale di 28.369.111 euro, di cui quasi la metà utilizzati per spese di gestione.

Se ci sarà un accordo sul risarcimento, gli indagati, dichiaratisi fin qui estranei alle accuse, potrebbero, con il patteggiamento, assumersi le responsabilità contestate.

Ci chiediamo perché è in corso la trattativa di risarcimento quando gli indagati non sono ancora imputati?

Il risarcimento presuppone una responsabilità di natura civilistica, conseguenza di una responsabilità penale.

Ma se la responsabilità non è ancora acclarata e definita e gli indagati non sono ancora imputati, perché Deloitte anticipando i tempi, se l’assume?






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