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Bankitalia e il gioco spregiudicato di Renzi

Il polverone scatenato da Matteo Renzi su Bankitalia e sul suo governatore ha un duplice obiettivo: accreditare il PD, la cui immagine fortissimamente screditata dopo le vicende di MPS (Monte dei Paschi di Siena), di Banca Etruria e degli altri istituti di credito, gravitanti attorno a familiari di uomini e donne di governo, delle banche Venete ecc., come il partito che tutela i risparmiatori.

Inoltre, se il Matteo nazionale riuscirà a far fuori Visco, l’attuale governatore, l’uomo o donna che lo sostituirà, sarà necessariamente arruolato nel suo “cerchio magico”.

Che Bankitalia (e Consob) non vigilasse già si sapeva, tutti lo sapevano: le responsabilità sono equamente ripartite tra i governi in carica negli ultimi trentanni.

Che la politica abbia fallito anche in questo settore è un dato incontrovertibile, basti pensare che il controllo della banca centrale è esclusivamente delle banche private, dopo la privatizzazione delle grandi banche pubbliche dell’IRI, voluta da Romano Prodi.

La Banca d’Italia è proprietà delle banche, ma allora che controllo potrà esercitare sul sistema bancario e finanziario e la vigilanza come potrà essere praticata, se il controllore è il controllato? Sotto accusa è il TUF (testo unico sulla finanza) che non garantisce i risparmiatori, ma solo gli istituti di credito.

E al di là degli scandali bancari che hanno attraversato in questi anni l’Italia, sui quali si occuperà, nel poco tempo a disposizione, la neo costituita commissione parlamentare d’inchiesta, ho verificato di persona, nell’esercizio della professione, l’indisponibilità di Bankialia di sostenere, intervenendo, il risparmiatore che colpito da ricorrenti e palesi ingiustizie da parte della banca, denuncia i soprusi.

Al denunciante, Bankitalia, opponendo il segreto d’ufficio come prevede il TUF, non darà alcuna informazione, limitandosi al pilatesco consiglio di “ricorrere per la tutela dei suoi diritti nelle sedi ritenute più opportune“. Se non fossi tenuto al segreto professionale, potrei citare nomi e cognomi e provare, con dati alla mano, quanto ho sostenuto.

S’impone allora la radicale modifica del testo unico della finanza che deve stare dalla parte dei risparmiatori e risolvere all’origine qualsiasi conflitto di interesse.

Il signoraggio bancario e l’origine ‘sconosciuta’ del debito pubblico

Prigionieri delle banche: la tutela dei nostri risparmi è battaglia di libertà (prima puntata)






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