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«Io la penso così» la rubrica dedicata alle opinioni del lettori.

Visita oculistica a Trento: chi la «vede»? – di Marco Ianes

Si sa, con l’avanzare degli anni la vista cala, inevitabilmente.

Da qualche tempo mi accorgo che gli occhiali da vista che sto usando, non mi permettono di leggere bene, quindi chiamo il CUP e cerco di fissare una visita oculistica. La gentilissima operatrice mi dice che per tali visite si va verso la metà del prossimo anno e siamo al 20 ottobre! Sette-otto mesi per una visita oculistica, nel mio Trentino luce e faro nazionale per la gestione virtuosa della sanità pubblica.

Declino l’invito della signorina e vado on-line, sul sito del CUP per verificare personalmente. In prestazione privata trovo disponibilità già per il 7 novembre, stessi ambulatori, stessi medici, ma pagando dai 90 ai 110 Euro, a seconda del professionista scelto. Mi chiedo, ma che senso ha? Sono dipendenti pubblici che usano le strutture pubbliche per esercitare la professione privatamente.

Pagheranno certamente il dovuto “affitto”, non dubito, ma che senso ha? Non si potrebbe ampliare l’offerta pubblica pagando loro straordinari? Pure io ho esercitato a lungo la libera professione, ma mi pagavo l’affitto di uno studio, mica chiedevo alla mia scuola di usufruire di PC e locali! Trovo assurda questa situazione, davvero senza senso. E anche vergognosa, viste le tasse che paghiamo.

Rivedere queste situazioni sarebbe davvero importante. È un assurdo non trovare una visita in tempi accettabili, salvo poi scoprire che la stessa visita è possibile pagando in prestazione privata, ma in luoghi deputati all’esercizio della sanità pubblica. Davvero vergognoso e inqualificabile per la nostra sanità “autonoma”!

Marco Ianes – Trento






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