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Claudio Cia interroga la provincia

Niente sterilizzatrice al Poliambulatorio di Malè. Pazienti rimandati a casa.

La questione è sotto le lente d’ingrandimento del consigliere provinciale Claudio Cia che ha presentato un’interrogazione alla giunta provinciale dove chiede come giustifica la scelta di privare l’ambulatorio dentistico di Malé del necessario per la sterilizzazione dello strumentario quando la stessa Provincia al privato impone regole ferree per aprire un ambulatorio dentistico e se è a conoscenza di quanto segnalato da alcuni pazienti, ovvero che sono stati rimandati a casa interrompendo l’intervento già in itinere, perché l’ambulatorio non garantiva il giusto strumentario.

Nel poliambulatorio di Malè viene erogata un’assistenza specialistica in cardiologia, elettrocardiogramma, diabetologia, fisiatria, medicina fisica e riabilitazione, ginecologia e ostetricia, medicina dello sport, oculistica, ortottica, otorinolaringoiatria, prelievi ematochimici e odontoiatria.

La struttura fino a poco tempo fa era corredata di tutto l’occorrente minimo per funzionare, come una lavastrumenti, indispensabile per il lavaggio degli strumenti di lavoro con acqua sempre pulita e dove l’igiene è primaria, una imbustatrice utile a conservare i ferri di lavoro una volta puliti e sterilizzati e, appunto, una sterilizzatrice.

Tale apparecchiatura, indispensabile in primis per lo studio dentistico, serve inoltre gli altri ambulatori e utilizzata per i servizi sul territorio. Ciò è la dotazione basilare per ogni studio dentistico.

«Per Malè, – spiega il consigliere provinciale di Agire Claudio Cia – dove anche dovrebbe valere la legge provinciale del 12 dicembre 2007 n. 22 che disciplina, e assicura, l’assistenza odontoiatrica, ortodontica e protesica nella provincia di Trento, compatibilmente con le risorse a disposizione, a carico del Servizio Sanitario Provinciale, al fine di tutelare la salute odontoiatrica nei soggetti in età infantile ed evolutiva, nei soggetti in condizioni di particolare vulnerabilità e nella generalità della popolazione, si è deciso in nome di chissà quale geniale trovata di chissà quale dirigente in vena di risparmio, di fare a meno della sterilizzatrice. «Mantenerla e validarla costa,… per sterilizzare i ferri possiamo utilizzare la macchina di Cles» sembra abbiano detto ai piani alti dell’Apss. Malè dista da Cles 17 Km, che in situazioni di traffico ordinario richiedono, per essere percorsi, almeno 25 minuti, ma non è il vero problema. Il fatto è che i ferri non sempre sono sufficienti per garantire la continuità del servizio. Testimoni allibiti raccontano di pazienti già sulla poltrona, a bocca aperta ed anestetizzati, rimandati a casa all’ultimo per mancanza di strumenti sterili. Nel contempo del personale di servizio è dovuto recarsi fino a Cles per prelevare la strumentazione sterilizzata al fine di poter mantenere aperto l’ambulatorio dentistico».

«Evidentemente questo sarebbe il servizio reso alle persone indigenti della Val di Sole, – conclude Cia –  al quale di sicuro non accedono i benpensanti dell’establishment centrale della Pat? Loro l’indicatore Icef, se sanno che cos’è, ce l’hanno troppo alto»!






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