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Scuole trentine: l’Iva sulla raccolta rifiuti, danno erariale e all’attività formativa?

Da almeno un decennio l’Associazione “Lo Scudo” a difesa dei Cittadini ed il sottoscritto conducono una battaglia per il ripristino della legalità sulla ormai non più “vexata quaestio”, dato il pacifico orientamento giurisprudenziale della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione – Sezione Tributaria e SS.UU. che considerano la raccolta rifiuti un tributo, estraneo, quindi, al campo di applicazione dell’Iva (d.p.r. 633/1972).

Eppure Stato, Provincia e Comuni praticano la c.d. strategia dello struzzo ed imperterriti contravvengono alle sentenze, nella presunzione di aggirale con artefizi normativi insostenibili sul piano della logica e del diritto.

La vicenda, dai contorni “kafkiani”, vede imputati Stato, Provincia e Comuni, entità astratte – come sappiamo – ma rappresentate da donne e uomini in carne ed ossa che dovrebbero, se sorretti di “cultura” istituzionale, essere d’esempio ai cittadini che amministrano, a cominciare dal rispetto delle sentenze.

Ebbene, in questo caso, il sopruso non è consumato solamente nei confronti dei cittadini, ma come abbiamo documentato nell’articolo “L’Iva sulla raccolta rifiuti, un danni anche per le istituzioni scolastiche del 5 ottobre scorso è un danno nei confronti delle scuole che si vedono sottrarre risorse per un tributo non dovuto.

Del «nuovo» problema si è fatto carico il consigliere Claudio Civettini che, riprendendo e sviluppando le nostre argomentazioni, ha presentato proprio ieri una interrogazione al presidente della Provincia, configurando l’ipotesi di danno erariale per la sottrazione di risorse ai bilanci delle scuole, a discapito della didattica e dell’attività formativa.






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