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Università e alloggi gratis per i profughi: Fugatti (lega) presenta un’interrogazione.

Con la sottoscrizione dell’accordo tra Provincia autonoma di Trento, Cinformi e Opera Universitaria avvenuta lo scorso anno, l’Università di Trento ha deciso di accogliere alcuni richiedenti asilo agevolandone l’accesso al percorso di studi.

In particolar modo ogni anno viene data possibilità a 5 studenti di inserirsi nel mondo universitario e ottenere una borsa di studio e alloggio per un tempo da concordare. (qui l’articolo di approfondimento

Ma in base a quali accordi è stata stabilita la durata del progetto? Con quali modalità vengono scelti i richiedenti asilo e rifugiati idonei al percorso? Con quali criteri l’Università provveda alla selezione delle candidature? Cosa accada nel caso in cui non venga riconosciuto lo status di profugo ad un partecipante?

Queste sono solo alcune domande presenti nell’interrogazione che alcuni giorni fa il consigliere provinciale Maurizio Fugatti ha presentato all’attenzione della Giunta Provinciale.

Fugatti chiede anche se l’Università di Trento sia stata obbligata ad avviare questo percorso e ad oggi quali iniziative ci siano a favore di studenti italiani appartenenti a nuclei familiari con difficoltà economiche.

Ricordiamo che tale percorso rientrerebbe all’interno di “Mentorship”, un progetto gestito dal Ministero dell’Interno e dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni, rivolto a tutte le Università italiane che ha come obiettivo l’integrazione di studenti con diverso background e fornire agli studenti universitari italiani le adeguate competenze per sostenere gli stranieri nel percorso di studi e in quello di integrazione.

«Tenuto poi conto che in occasione della sottoscrizione dell’Accordo B.P. (prorettrice alle politiche di equità e diversità e Presidente – Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni (CUG)) avrebbe informato della volontà di avviare un’iniziativa di crowdfunding rivolta a dipendenti e studenti dell’Università che permetta di aiutare economicamente i giovani coinvolti nel progetto, vorremo sapere se simili proposte siano state fatte anche per studenti italiani le cui famiglie vivano situazioni di difficoltà economica e/o lavorativa» – si legge nel documento presentato da Fugatti.






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