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Claudio Cia presenta un'interrogazione.

​Ceggio: torrente fatto sparire dall’uomo?

Il Torrente Ceggio era balzato tristemente alle cronache dopo che i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Trento, a conclusione di attività ispettive effettuate presso l’impianto di depurazione delle acque reflue urbane di Torcegno, avevano denunciato alla Procura della Repubblica di Trento il Sindaco di quel Comune, in qualità di responsabile dell’impianto, per gestione illecita di rifiuti.

In particolare, allora, i militari dell’Arma avevano accertato che i rifiuti speciali non pericolosi, residuo della pulizia manuale della grigliatura – vagliatura e quelli del vaglio a coclea automatico dell’impianto di trattamento fisico per la depurazione delle acque reflue urbane di Torcegno, invece che essere gestiti attraverso ditte autorizzate venivano smaltiti nei cassonetti stradali come rifiuti urbani.

Le successive verifiche avevano poi messo in evidenza che l’impianto di trattamento fisico per la depurazione delle acque, che raccoglie le pubbliche fognature dell’abitato di Torcegno e fraz. Campestrini, recapita i reflui nel torrente Ceggio in assenza di valida autorizzazione provinciale, poiché scaduta il 31.12.2015. Era stato il consigliere Claudio Cia a far emergere i molti dubbi che da molti anni ruotano intorno al depuratore. Cia aveva raccolto le numerose lamentele dei residenti e attraverso un sopralluogo si era reso conto che qualcosa non andava. Poi aveva presentato l’interrogazione che aveva dato il via a tutto quanto.

Ora il consigliere provinciale di Agire punta la lente di ingrandimento nuovamente sul torrente Ceggio depositando una nuova interrogazione alla giunta Provinciale.

Risulta che tutta l’acqua del torrente Ceggio venga utilizzata da anni nell’alimentazione della centrale idroelettrica di Carzano: dalla località Berti, frazione Campestrini nel Comune di Torcegno, l’acqua del torrente Ceggio viene deviata nel bacino ex Enel di Pontarso, Comune di Telve, e da qui convogliata per alimentare la centrale idroelettrica.

«Balza all’occhio però, – spiega Claudio Cia –  a prescindere totalmente dall’annata siccitosa, che in prossimità del parco giochi di Telve Valsugana e in tutto il Comune attraversato, il letto del torrente sia sempre asciutto, salvo nei periodi di eccesso idrico dovuta alle precipitazioni atmosferiche. Invece di essere restituita allo stesso torrente, pare che l’acqua venga immessa poi nel torrente Maso che, passando tra i Comuni di Carzano e Scurelle, si immette nel fiume Brenta lasciando così a secco il tratto del Ceggio sottostante il punto di prelievo. Molta importanza è stata data negli ultimi anni al concetto di “deflusso minimo vitale” (DMV) nei corsi d’acqua, a valle delle derivazioni idriche esistenti. Consterebbe che norme e buon senso stabiliscano che nessun torrente possa essere lasciato a secco per motivi inerenti lo sfruttamento idroelettrico: un minimo di quantitativo d’acqua deve essere garantito per motivi ambientali (fauna, flora ed immagine paesaggistica…).»

Cia nella sua interrogazione chiede alla giunta se è previsto un deflusso minimo vitale per il torrente Ceggio, se circa lo stato del letto del torrente Ceggio presso il Comune di Telve Valsugana, sia riscontrato anche dalla Provincia ed eventualmente a quanto ammontano i danni ambientali arrecati da tale operazione, a chi è riconducibile la decisione di non reimmettere l’acqua del Ceggio nel suo alveo e come si intende intervenire per ripristinare il deflusso minimo vitale del torrente Ceggio.

Le fotografie del Torrente Ceggio adesso






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