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Ancora scioperi dei giudici di pace, Binelli (AGIRE): «Giustizia privatizzata, la Provincia discuta la mozione di Cia.»

Da un anno a questa parte il Governo, ed in particolar modo il Ministro di Grazia e Giustizia Andrea Orlando (PD), ha dimostrato di non sapere rispettare i magistrati onorari, non avendo la benché minima capacità di tutelarli o semplicemente di ascoltarli; e nonostante le recenti batoste elettorali il centro-sinistra persiste in questa linea dell’imposizione. Agire per il Trentino, trami te il suo coordinatore esecutivo Sergio Binelli, interviene ancora sulla questione dello sciopero dei Giudici di Pace.

A conferma di ciò questa settimana ci sarà un altro sciopero da parte dei giudici di pace; peraltro in questo arco di tempo (martedì 22 novembre) l’Unione Europea si occuperà della situazione della magistratura onoraria in Italia.

Poco tempo fa – continua BinelliAGIRE è intervenuto sulla questione depositando una mozione (tramite il consigliere provinciale Claudio Cia) affinché la Provincia autonoma di Trento prendesse posizione come hanno già fatto alcune regioni: il tema, pur essendo di livello nazionale, avrà forti ripercussioni anche in Trentino considerando che la magistratura onoraria è presente capillarmente non solo nei grandi centri come Trento e Rovereto ma anche nelle Valli come Borgo Valsugana e Cles.

Si sono già visti i tagli dei tribunali periferici come a Tione di Trento, e sarebbe davvero un disastro restare a guardare con le mani in mano mentre smantellano una parte fondamentale della magistratura.

Giunti a questo punto – conclude Binelli – è necessario che il Consiglio Provinciale discuta la mozione del cons. Cia quanto prima: il testo oltre ad essere equilibrato non fa altro che chiedere l’attuazione delle principali disposizioni costituzionali ed europee in tema di giustizia ed il recepimento delle indicazioni dell’Unione dei giudici di pace e delle più importanti istituzioni giudiziarie come il Consiglio di Stato.

Altrimenti il rischio sarà quello di diventare dei complici impreparati della riforma Orlando che ci sta conducendo scandalosamente verso la privatizzazione della magistratura.






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