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Le criticità e le proposte.

Finanziaria 2018, Confesercenti: “Serve un sistema di welfare più attento anche per commercianti e lavoratori autonomi”

La manovra di bilancio della Provincia Autonoma di Trento, per gli esercizi finanziari 2018-2020, è senz’altro volta a sostegno di una celere crescita dell’economica locale nel prossimo biennio. Ma occorre lavorare ad un sistema di welfare più inclusivo per i lavoratori autonomi”. E’ questo in estrema sintesi il commento generale sulla Finanziaria in approvazione mosso da Confesercenti del Trentino.

Agli aspetti positivi si sovrappongono ancora troppe ombre – dice Mauro Paissan, vice presidente di Confesercenti del Trentino -. Vero che il nostro territorio versa in una situazione economicamente migliore rispetto a quella nazionale, ma attraverso un’attenta lettura dei dati è possibile rilevare come il nostro tessuto economico continui ad avere una serie di strutturali difficoltà”.

LE CRITICITÀ DA AFFRONTARE – Paissan elenca le criticità che vanno dal tasso di disoccupazione che rimane costante (in particolar modo quella giovanile) ai settori quali l’edilizia, il commercio e l’estrattivo che non riescono ancora a riprendersi dall’ondata di crisi. “Inoltre, se da un lato è concreta e visibile la crescita di alcune aziende medio-grandi (che però si trovano ad operare perlopiù nel mercato internazionale), dall’altro appaiono oggettive le difficoltà che coinvolgono le medie, piccole e soprattutto micro imprese, operanti sia nel settore del commercio che in quello dei servizi, dal momento che esse rappresentano il vero fulcro cui attorno ruota l’economia locale”.

IL COMMERCIO TRA GRANDI E PICCOLI – Va quindi ricordato il gap che permane tra grandi e piccoli del commercio. Nonostante il contesto generale di ripartenza, i negozi con cinque lavoratori o meno continuano a soffrire, con vendite in calo sia sul mese (-0,8%) sia sull’anno (-2,4%). Piccoli e piccolissimi imprenditori che hanno pagato il prezzo più alto della crisi, e che in questa fase vanno sostenuti. È fondamentale, in particolare, estendere a loro misura i benefici di Impresa 4.0, per rilanciare e modernizzare la rete del commercio di prossimità. “Servono anche misure specifiche, dall’introduzione della cedolare secca per i locali commerciali all’alleggerimento di fisco e tariffe sulle imprese di minori dimensioni – dice Paissan – Senza interventi mirati la desertificazione dei centri urbani è destinata a proseguire: dal 2007 ad oggi sono già sparite oltre 100mila imprese, un’emorragia che dobbiamo fermare”.

UN SISTEMA WELFARE PIÙ INCLUSIVO – A rilevare che la categoria dei lavoratori autonomi, nel caso specifico i commercianti in sede fissa, (ma lo stesso vale per coloro che si occupano dei cd. “servizi”), non hanno diritto a nessun aiuto dal sistema di Welfare è in particolare Massimo Gallo, presidente dei Commercianti del Trentino. “Ci risulta – rileva ancora Paissan – che l’unico ammortizzatore sociale per i commercianti sia l’indennizzo nel caso della rottamazione della licenza. I commercianti che chiudono le attività per modifiche della circolazione della via, per problemi di salute et cetera non possono, ad oggi, accedere a nessun ammortizzatore sociale”. Questi imprenditori non possono aderire al “Progettone” perché è destinato solo ai lavoratori dipendenti, non possono ottenere la disoccupazione perché non è previsto dal Legislatore. La richiesta di Confesercenti del Trentino è quella di creare un fondo grazie al quale tutti i lavoratori autonomi possano avere la possibilità in futuro, ovviamente rispettando eventuali requisiti, di ottenere alcuni ammortizzatori sociali oggi inesistenti.

ACCESSO AL CREDITO E CONFIDI – In tema di accesso al credito, il leit motiv che da sempre è presente nelle riforme riguardanti le politiche economiche è la promozione di nuovi strumenti di supporto alla patrimonializzazione delle imprese e alla finanza aziendale, che siano aggiuntivi, e dunque fungibili, al sistema bancario – continua il vice presidente di Confesercenti -. Come associazione di categoria, conscia dell’importanza che rivestono le PMI (e ancora più di quella che potrebbero rivestire), insistiamo nel sostenere come l’istituto dei Confidi si configuri come centrale nel processo di nascita e sviluppo dell’impresa, e proprio per questo sarebbe auspicabile aumentare il limite (che attualmente è di 100.000 Euro) dei finanziamenti garantibili mediante il ricorso ai Confidi, fino al limite di 250.000 Euro.”

Sempre per voce di Paissan, Confesercenti avanza la proposta di dotare il sistema Confidi Trentino di un fondo straordinario di € 36 milioni per il triennio 2018/2020, che possa consentire ai Confidi di erogare ulteriore (rispetto alle dotazioni ordinarie attuali) finanziamento diretto alle imprese trentine, compensando in questo modo la stretta nell’accesso al credito che sempre più mette in difficoltà soprattutto gli imprenditori della micro e piccola impresa.

LE PROPOSTE DI CONFESERCENTI TRENTINO – Passando a considerare le esigenze del sistema locale, se da una parte appare condivisibile la logica della manovra in oggetto, occorre dall’altra tutelare e controbilanciare due esigenze di primaria importanza, ovvero:

  • Rafforzare gli interventi a favore dei cittadini, sia in termini di livello e di qualità dei servizi erogati che di tutela del reddito disponibile;

  • Sostenere la crescita del sistema economico locale.

Per la realizzazione di tali obiettivi la manovra deve concretamente prevedere al suo interno:

  • Concreta riduzione fiscale (IRAP, IRPEF e IRES);

  • Contenimento della spesa pubblica attraverso la razionalizzazione dei servizi e del personale;

  • Agevolazione all’accesso al credito per le imprese;

  • Rafforzamento delle PMI locali in termini di competitività.






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