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Raoul Bova e Chiara Francini, in «DUE» al Teatro Sociale

Sarà in scena da giovedì 7 a domenica 10 dicembre 2017 al Teatro Sociale di Trento «DUE», terzo appuntamento con la Stagione Grande Prosa 2017/2018 del Centro Servizi Culturali S. Chiara. Lo spettacolo, scritto da Luca Miniero e Astutillo Smeriglia, ha per interpreti Raoul Bova e Chiara Francini.

Dopo il meta-teatro pirandelliano, con un ‘balzo temporale’ ritorniamo ai giorni nostri: accompagnato da una lunga serie di date sold-out nei maggiori teatri italiani arriva al Teatro Sociale di Trento «DUE», uno spettacolo di irresistibile comicità interpretato da due attori di grande successo quali Raoul Bova e Chiara Francini. La direzione del testo drammaturgico confezionato su misura da Astutillo Smeraglia sarà affidata a Luca Miniero, affermato registra cinematografico (basti pensare al record di incassi di Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord) che con questa piéce si confronterà per la prima volta con il teatro.

Dopo quasi vent’anni dedicati al cinema e alla televisione, con «DUE» Raoul Bova ritornerà a calcare il palcoscenico accompagnato dalla co-protagonista Chiara Francini, recentemente impegnata a teatro con Ti ho sposata per allegria di Natalia Ginzburg per la regia di Piero Maccarinelli, ma conosciuta dal grande pubblico soprattutto per le apparizioni in serie televisive di grande richiamo quali Tutti pazzi per amoreNon dirlo al mio capo, oltre che per la conduzione di Domenica In al fianco di Pippo Baudo lo scorso anno. Sul palco del ‘Sociale’, i due vestiranno i panni di Marco e Paola, una coppia alle prese con l’inizio di una convivenza e con le mille e più incognite che  naturalmente seguiranno.

«La scena – spiega Miniero nelle note di regia – è una stanza vuota. L’occasione è l’inizio della convivenza che per tutti gli esseri umani, sani di mente, è un momento molto delicato. Che siano sposati o meno, etero oppure omo. Marco è alle prese con il montaggio di un letto matrimoniale, Paola lo interroga sul loro futuro di coppia. Sapere oggi come sarà Marco fra 20 anni, questa è la sua pretesa. O forse la sua illusione.»

Da questo interrogativo che pervade soprattutto la donna ma che, in generale, accompagna chiunque stia per compiere un passo così importante, si ‘sbobinerà’ poi la trama, che porterà in superficie paure e incomprensioni così limpide e all’apparenza banali da portare lo stesso pubblico ad immedesimarsi con i protagonisti sul palcoscenico. Come osservato da Alessio Meroni, è emblematico che Paola riesca «a contare i passi che separano la nuova abitazione dai punti di riferimento della zona in cui andrà ad abitare con la sua metà dopo sette anni di fidanzamento» ma che, tuttavia, non sia ancora sicura di poter «contare sull’amore di quell’uomo intento a montare il letto senza leggere le istruzioni.»

Entrambi i due giovani evocheranno facce e personaggi del loro futuro e del loro passato: genitori, amanti, figli, amici che, come in tutte le coppie, faranno sentire – più o meno prepotentemente – la loro presenza. Da una parte Paola, così sicura della propria fragilità da palesarla in maniera plateale; dall’altra parte Marco che, nel tentativo di tranquillizzarla, con la sua dolcezza e il suo tocco docile finirà inevitabilmente per peggiorare la situazione. Ed ecco che quella stanza, inizialmente vuota, inizierà via via a popolarsi di sfuggevoli ma tremendamente ingombranti presenze fino a saturarsi del tutto. Improvvisamente, montare quel letto con tutte quelle persone – o paure? – attorno non apparirà più così tanto facile: là in mezzo, tra la ‘folla’ di cartonati, si troveranno smarriti i «DUE», immagine stilizzata di una vita di coppia lontana dall’idillio romanzato dei ‘due cuori e una capanna’.

«Questo è uno spettacolo divertente – aggiunge Raoul Bovae nello stesso tempo uno specchio dell’universo maschile e femminile. Ovviamente non diamo delle risposte ai grandi interrogativi sull’amore, perché non ci sono risposte in amore. L’unico suggerimento che possiamo dare è cercare di non idealizzare il proprio compagno o compagna, o il proprio rapporto. È più saggio accettare la parte fallibile di noi stessi e degli altri, e i possibili cambiamenti.»

Il pubblico sembra aver apprezzato la scelta di trattare un tema così delicato ed intrigante (quale è l’istituzionalizzazione del rapporto di coppia in una modernità sempre più liquida à la Bauman) con un approccio drammaturgico spigliato e caricaturale. Azzeccatissima in questo senso la recitazione volutamente esagerata e vernacolare della Francini, che punta tutto sull’energia esplosiva, sulla rappresentazione corporea e, dulcis in fundo, sul dialetto toscano.

Lo spettacolo, prodotto dalla Compagnia Enfi Teatro e realizzato con la collaborazione di Daniele Ciprì (disegno delle luci), Roberto Crea (scenografia) ed Eleonora Rella (costumi), andrà in scena al Teatro Sociale di Trento giovedì 7, venerdì 8 e sabato 9 dicembre alle ore 20.30, per poi essere replicato domenica 10 dicembre nel formato pomeridiano, alle ore 16.00.

La rappresentazione di «DUE» sarà accompagnata, nel pomeriggio di venerdì 8 dicembre presso lo spazio ridotto del Teatro Sociale, dal consueto «FOYER DELLA PROSA», un incontro di approfondimento critico curato da Claudia Demattè e Giorgio Ieranò che il Centro Servizi Culturali S. Chiara propone in collaborazione con il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento. L’appuntamento, fissato alle ore 17.30, sarà introdotto dalla prof.ssa Roberta Capelli dell’Università di Trento per poi lasciare ampio spazio al dibattito al quale interverranno i due protagonisti dello spettacolo, Raoul Bova e Chiara Francini. La partecipazione è, come sempre, libera e aperta a tutti.

Si ricorda inoltre che anche nel corso della stagione 2017/18 ci sarà la possibilità di fruire del servizio di baby-sitting Tata a Teatro in occasione della rappresentazione domenicale. Sarà offerto gratuitamente agli abbonati e consentirà a genitori con figli in età compresa tra 3 e 10 anni di assistere allo spettacolo contando sul servizio professionale offerto dalla cooperativa sociale Progetto 92 all’interno del Teatro Sociale. Per i non abbonati è previsto invece un costo di 5 euro a bambino. Potranno essere accolti al massimo 14 bambini ed è necessaria la prenotazione al numero verde 800 013952.






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