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Anche la presidente Linda Tamanini abbandona il PATT.

Altra defezione importante per gli autonomisti di sinistra del PATT. Dopo anni di militanza se ne va anche l’ultimo presidente degli autonomisti Linda Tamanini che oltre a presentare le proprie dimissioni uscirà più veloce della luce anche dal partito. Tamanini era stata eletta nel giugno del 2016 l’indomani  della nota e dolorosa vicenda Pedergnana

Un’emorragia, quella del PATT, che ormai pare non sia più possibile tamponare.  Dopo la cacciata da parte del governatore Ugo Rossi di Walter Kaswalder, l’uscita di Mauro Ottobre e l’addio di Giuseppe Corona ora tocca alla militante storica Tamanini.

La ormai ex presidente non ha più condiviso le scelte politiche di un partito che si è trasformato profondamente negli ultimi anni  mettendo alla porta e alla gogna i veri autonomisti. Sulla sua scelta ha pesato anche l’espulsione di Walter Kaswalder dal partito, persona da sempre a lei molto vicina, e il licenziamento della sua compagna.

Linda Tamanini era comunque già da tempo nel mirino del tandem Rossi – Panizza, che aveva rischiato il deferimento al collegio di disciplina se solo non fosse difesa dallo «scudo» della presidenza dopo aver difeso a spada tratta l’ex assessora comunale autonomista di Trento, Marika Ferrari, quando fu sacrificata a favore di Tiziano Uez.

Sull’espulsione di Kaswalder disse: «Penso che sia una brutta pagina per il partito. Non giudico il lavoro del collegio di disciplina, perché non ho visto le motivazioni, certo questa decisione ha scatenato molte reazioni da parte della base del partito». Alla pressioni di Panizza che gli imponeva di non prendere posizione alcuna replicò: «Certo, possono chiedere le mie dimissioni, ma non chiudermi la bocca».






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