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Un medico in meno, Brentonico insorge

Uno dei 4 medici di base in servizio a Brentonico cesserà l’attività col primo gennaio e sull’Altipiano c’è preoccupazione: l’Azienda provinciale per i servizi sanitari ha infatti comunicato che non verrà assegnato un nuovo medico e i pazienti dovranno essere seguiti dagli altri 3 professionisti in servizio.

Sul tema si muove l’amministrazione comunale, con una mozione e con l’incontro di martedì prossimo con l’assessore provinciale alla salute Luca Zeni, ma anche un gruppo spontaneo di cittadini che ha organizzato una raccolta firme.

L’assessore comunale alle politiche sociali e sanitarie, Filippo Passerini, ha condiviso la mozione coi capigruppo e spiega: «Il nostro territorio è ampio e poco accessibile, c’è grande frammentazione con 10 frazioni alcune delle quali in alta montagna. Gli abitati sono distanti dalla città e dall’ospedale più vicino e siamo zona spesso soggetta a nevicate. Inoltre, siamo un paese turistico e la popolazione varia moltissimo in alcuni periodi con 25 mila arrivi l’anno e 2 mila famiglie che qui hanno la seconda casa. Molti sono gli anziani e non scordiamo le esigenze dell’Apsp».

E se l’assessore è preoccupato, altrettanto lo è la popolazione, che ha già manifestato molte lamentele rivolgendosi all’istituzione che normalmente è la più vicina e accessibile: il Comune stesso. Spiega ancora Passerini: «Dei tre medici che restano sul territorio, uno è già massimalista e dunque non può accogliere altri pazienti, gli altri due operano spesso anche in altre zone. Aggiungo che abbiamo interpellato anche altri medici nell’Ambito della Vallagarina ma nessuno di loro, finora, si è detto disposto a garantire anche un solo pomeriggio alla settimana nei nostri ambulatori».

La situazione rischia di degenerare, visto che già oggi si trovano spesso lunghe code nelle sale d’attesa e il rischio è che alcuni debbano scegliersi un medico a Mori o a Rovereto: così verrebbero penalizzati i soggetti più fragili come anziani, malati cronici, terminali, famiglie in difficoltà che non possono muoversi facilmente e necessitano di assistenza continua.

Per questo, con la mozione, il sindaco Perenzoni e l’assessore Passerini intendono formalizzare all’Apss e all’assessore provinciale la richiesta di riconsiderare la situazione e, inoltre: «Incontreremo l’assessore martedì a Trento. In quell’occasione gli presenteremo anche la raccolta firme che conta già numerose adesioni. Inviteremo anche l’assessore a presenziare a una serata informativa: se a Trento si decide di tagliare, almeno lo si venga a spiegare alla popolazione con cui noi, quotidianamente, ci confrontiamo».






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