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Al museo della malga a Caderzone da oggi «Antichi e nuovi mestieri»

Al museo della malga di Caderzone Terme a partire da oggi fino al 31 dicembre e dal 2 al 6 gennaio dalle 16.30 alle 18.30 si terrà l’evento dimostrativo “Antichi e nuovi mestieri”. 

All’interno del museo è esposta anche la mostra dello scultore Ferruccio Bonapace dal titolo “Il legno che vive” che è possibile visitare fino al 3 gennaio 2018 dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 fino alle 18.00.

Ferruccio Bonapace, originario della val Rendena e residente a Pinzolo, è fautore di un’arte semplice e affascinante legata al legno. In questa terra l’artigianato non è mai apparso nella tradizione popolare come un fatto artistico, avulso dalla comunità, ma come pratica indispensabile per la produzione di utensili e attrezzi per la vita domestica e il lavoro. Ciò non impedisce affatto all’artista di realizzare opere d’arte vere e proprie.

Il museo della malga di Caderzone, visitato da centinaia di persone,  è un museo  monotematico sul lavoro svolto presso gli alpeggi sparsi sul territorio delle Giudicarie; raccoglie gli strumenti che il tempo e l’esperienza hanno perfezionato per la lavorazione del latte e dei suoi derivati. Il museo si articola presso il pian terreno delle scuderie del rione Lodron-Bertelli. Un museo che nasce soprattutto per ricordare l’identità di tante generazioni che in questa valle hanno sviluppato e concretizzato la loro storia evolutiva. Il ruolo importante del museo è quello di acquisire la consapevolezza che raccontare la propria storia contribuisce ad aumentare la coscienza e la fierezza delle proprie origini e della propria cultura.

Il museo, che si è arricchito in agosto di una nuova sala al piano superiore, propone all’attenzione del visitatore solamente oggetti originali raccolti presso numerose malghe delle valli Rendena e Giudicarie; oggetti severi, quasi rudimentali, perchè espressione di un rapporto diretto ed immediato fra la funzione e la forma, eseguiti da mani rudi che badano più alla sostanza che all’apparenza; non belli da vedere perchè finemente intarsiati, ma stupefacenti per la loro essenzialità.

Nel proporli non si badato molto alla preziosità derivante dall’epoca di esecuzione, bensì al significato della funzione che è rimasta la stessa da tempi immemorabili. La mostra museale pertanto non stupirà per l’interesse legato alla preziosità tipologica o alla finezza dell’intaglio, bensì per l’immediatezza operativa derivante dalla semplicità rapportata alla resa del lavoro.

Qualche difficoltà si è riscontrata nella stesura della definizione dialettale degli oggetti: fattore primario che verrà al più presto sottoposto ad un più attento controllo e rilettura degli stessi.L’allestimento è stato concepito in continuo divenire offrendo la possibilità di sostituzioni ed integrazioni, confidando nella rinnovata sensibilità degli abitanti del territorio nei confronti della cultura tradizionale locale, raccolta all’interno degli spazi del proprio museo.

Per qualsiasi informazione chiamate al numero 338.2428100.






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