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Un bel tacer non fu mai scritto, ma i «monatti» dell'informazione non lo sanno

Sacchetti biodegradabili e bufale: pronti alla verifica

Come non dare ragione a Vittorio Feltri quando su Libero, qualche giorno fa, lamentava quanto fossero c………. gli italiani che si lagnavano (soprattutto in rete) dei sacchetti biodegradabili a pagamento ( da 1 a 3 centesimi l’uno), imposti per legge a partire dal primo gennaio, per l’acquisto sfuso di frutta, verdura, pesce ecc., quando, sempre a partire, dalla stessa data, pagheranno le tariffe (luce, gas) con un rincaro medio superiore al 5%, il ticket autostradale e i biglietti dei treni regionali maggiorati del 2,5%………

Che dovrebbero dire o fare gli italiani – aggiungiamo noi – quando per anni stanno pagando miliardi di euro per operazioni tanto fallimentari e quanto così controproducenti come “mare nostrum” e “triton“, con l’aggiunta dei costi dell’accoglienza, unitamente ai molteplici fatti di cronaca nera, oppure il finanziamento altrettanto miliardario delle operazioni militare all’estero, oppure i proclami elettorali che promettono l’abolizione delle pesanti tasse universitarie, da anni a carico delle famiglie, oppure l’abolizione del canone RAI, quando da pochissimo è stato obbligatoriamente introdotto da Matteo Renzi nelle bollette elettriche e altro ancora?

La verità è che siamo in balia di mestatori in servizio permanente effettivo!

Ma torniamo alla storia dei sacchetti biodegradabili.

Per fare chiarezza, è sufficiente rispondere ad alcune semplice domande.

E’ vero che l’obbligo dell’introduzione dei sacchetti biodegradabili è stato introdotto con un emendamento dell’on. Stella Bianchi del PD votato il 3 agosto 2017 in commissione VIII della camera dei deputati e inserito nel dl “Mezzogiorno”?

E’ vero che la direttiva europea 2015/720 promuove la riduzione delle buste di plastica attraverso l’uso di sacchetti biodegradabili, ma non prevede che il loro costo sia a carico dei consumatori?

E’ vero che la dottoressa Catia Bastioli è AD di Novamont di Novara che produce il Mater-Bi®, materiale biodegrabile e compostabile, di cui detiene il brevetto?

E’ vero che nel suo “tour ferroviario” il segretario del PD ed ex presidente del consiglio Matteo Renzi si sia fermato a Novara e abbia fatto visita ala Novamont?

E’ vero che la dottoressa Catia Bastioli ha partecipato alla renziana Leopolda in qualità di relatrice nell’edizione del 2011?

E’ vero che la dottoressa Catia Bastioli è stata nominata dall’allora presidente del consiglio Matteo Renzi presidente della TERNA – Rete Elettrica Nazionale?

E’ azzardato affermare che la dottoressa Catia Bastioli sia amica di Matteo Renzi e faccia parte del di lui giglio magico?

E’ vero che le interviste del ministro Galletti e del vice presidente della Commissione Ambiente Massimo Caleo (PD), di questi giorni, nonché la circolare ministeriale sui “shopper” a firma del direttore generale del ministero all’ambiente Mariano Grillo, hanno ingenerato sulla “questione” dei sacchetti biodegrabili, prodotti con materiali Mater-Bi®, incertezze interpretative nell’utilizzazione e smaltimento dei sacchetti in parola, etichette comprese, alimentando ancor più confusione e sospetti?

E’ vero che il Codacons ha presentato un’istanza di accesso al Mise (ndr ministero dello sviluppo economico) per conoscere l’elenco delle aziende che producono bio-shopper?

E’ vero che il Codacons ha presentato alle 104 procure della repubblica d’Italia denunce per la verifica dell’ipotesi del reato di truffa sull’intera questione dei bio-shopper?

La risposta alle domande, per la più puntuale verifica della corretta informazione, fa giustizia della interessata superbia di alcuni «monatti» dell’informazione (in servizio permanente effettivo) che usano la penna sempre a sproposito!






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