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I punti più importanti dell'accordo.

ll centrodestra firma il patto elettorale.

Silvio Berlusconi ieri sera a Quinta colonna lo aveva detto, «firmeremo il patto stasera o domani mattina»

Ieri sera al termine di un vertice tra tutte le forze di centrodestra a Palazzo Grazioli l’attesa firma da parte dei leader della coalizione Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni sul programma elettorale con cui correre alle prossime elezioni politiche indette per il 4 marzo.

“Ho appena firmato con Matteo Salvini e Giorgia Meloni il programma elettorale del #centrodestra. Uniti si vince“, ha twittato il leader di Forza Italia pubblicando le foto della firma. Tra i punti dell’accordo c’è anche l’abolizione totale della legge Fornero, tema caro alla Lega.

Il Cavaliere ieri da Del Debbio ha ammesso che in caso di riabilitazione da parte di Strasburgo potrebbe tornare al governo, ma che per il momento ha in mente “un autorevolissimo premier che saprà dirimere i contrasti che sorgeranno”. Per Matteo Salvini, invece, ci sarebbe in ballo la poltrona da ministro degli Interni. “Aspettiamo il voto il 4 marzo”, replica intanto il leader del Carroccio che non ha ancora rinunciato al ruolo di premier e rimanda la decisione alla conta dei voti, nonostante i sondaggi favoriscano Forza Italia.

Berlusconi punta al 45% per avere una larga maggioranza e governare in tranquillità, ma resta fuori dall’intesa – almeno per il momento – la cosiddetta “quarta gamba” di Raffaele Fitto e Lorenzo Cesa.

I centristi non vogliono essere considerati “alleati di serie B” e solleano la questione collegi. “In questo momento le cose non vanno bene”, ha detto Fitto lasciando Palazzo Grazioli, “Ci sono difficoltà abbastanza oggettive“. “Si sono incontrati sempre a tre e poi ci hanno presentato la pappa pronta, senza possibilità di discussione”, lamentano da Noi con l’Italia. Ma il dialogo resta aperto e non è escluso un accordo nelle prossime ore.

I punti più importanti del programma sottoscritto dai leader del centro destra riguardano le tasse (flat Tax fra il 15 e 20%), la riorganizzazione della macchina burocratica dello Stato, la cancellazione della legge Fornero, la lotta alla povertà, la revisione dei rapporti con l’Europa a riguardo delle politiche di austerità. Sulla sicurezza continuerà la lotta al terrorismo, verranno rivisti i parametri per la concessione dello status di profugo, sarà istituito il vigile di quartiere e l’esercito sarà adoperato per le strade. Le pensioni minime saranno alzate ad un minimo di 1.000 euro.

Via anche ai respingimenti assistiti e al controllo delle frontiere. Poi si comincerà la riforma della giustizia, gli asili saranno gratuiti, e al centro sarà messa la famiglia naturale. Sull’accoglienza accordo sul rimpatrio dei clandestini, «sono circa 600 mila in Italia – ha detto Berlusconi – e quasi tutti delinquono mettendo a rischio la vita dei cittadini italiani, poco alla volta saranno rimpatriati». Il leader di Forza Italia ha confermato che satà aiutata la crescita dei paesi africani con un grande piano Marshall. Molti gli aiuti per i giovani sul lavoro, ieri sera Berlusconi ha parlato anche di possibilità per le imprese che assumono di non pagare le tasse per 6 anni.






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