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«Io la penso così» la rubrica dedicata alle opinioni del lettori.

Necessario riaprire tutti i punti nascita del Trentino – di Andrea Cipolla.

Spett.Le Direttore,

Da tempo ormai riceviamo segnalazioni per quanto riguarda il disagio delle mamme partorienti e non, che devono rivolgersi presso l’ospedale Santa Chiara di Trento, per ricevere visita ginecologica o per il reparto di Ostetricia o addirittura per una visita pediatrica per i loro figli.

In questi giorni abbiamo avuto una segnalazione di una mamma che purtroppo nel periodo Natalizio ha avuto un aborto spontaneo dopo poche settimane dall’inizio della sua gravidanza.

Parliamo di una Signora delle Giudicarie che, per primo controllo si è rivolta presso l’ospedale di Tione di Trento, ospedale che in questi giorni è salito alla ribalta per le polemiche sull’apertura del reparto di Ortopedia (reparto di massima eccellenza per il trentino).

Come detto in precedenza, la donna con forti dolori di contrazioni, si è rivolta presso il ps di Tione di Trento ed oltre alla gentilezza di tutto lo staff medico, ha dovuto purtroppo con suo rammarico affrontare gli oltre 50 km per raggiungere l’ospedale Santa Chiara e farsi visitare di nuovo.

In quello stato la signora, per via delle tante persone presenti presso il pronto soccorso ginecologico di Trento, ha dovuto non solo fare un ora di auto, ma una volta li, ha atteso sei lunghe ore interminabili per farsi visitare. Questi sono i disagi che si possono incombere per aver chiuso il reparto di ginecologia e ostetricia presso l’ospedale sia di Tione che nelle altre valli del Trentino.

Possiamo descrivere altri episodi di mamme partorienti (ricordiamo la nascita di un bambino all’altezza dei Ponti dei Servi zona Comano Terme nel luglio 2017) che si sono dovute mettere in macchina ed affrontare gli oltre 50 km per poter dare alla luce il proprio figlio/a, sempre con la speranza che tutto vada bene.

Visti ormai i tanti disagi che dal 2016 hanno portato le chiusure dei punti nascite, chiediamo a gran voce all’ Assessore Zeni di ristabilire, oltre che nell’ospedale di Cavalese, i reparti di Ostetricia e di Ginecologia, in tutti gli ospedali del Trentino.

Andrea Cipolla – CasaPound Trentino






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