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Migranti occupano le case dei turisti e aggrediscono i Carabinieri a Lampedusa.

È da sempre il primo avamposto organizzato per l’accoglienza di migranti. Stiamo parlando di Lampedusa, la piccola isola che i migranti scelgono come primo approdo per l’Italia e per l’Europa.

Un luogo, dove nelle ultime ore il governo non ha il controllo del territorio, dove lo Stato non esiste più. Una Lampedusa che negli ultimi giorni è occupata da orde di ex detenuti tunisini in balia di se stessi.

Violenza a Lampedusa, dove i migranti tunisini hanno organizzato una rivolta esigendo di essere trasferiti dal centro di accoglienza in un luogo meno affollato.

Gli stranieri sabato sera sono fuggiti dal centro e da una collinetta hanno dato inizio ad un lancio di sassi verso gli uomini delle forze dell’ordine in servizio all’interno della struttura. Un carabiniere è stato ferito alla testa e ha dovuto fare ricorso alle cure del locale poliambulatorio. Solo nella tarda serata la protesta è rientrata.

Sull’isola, nel frattempo, continua a registrarsi una situazione di forte tensione. Anche ieri, alcuni migranti hanno tentato di irrompere sulla nave che collega Lampedusa e Linosa con Porto Empedocle ma sono stati bloccati dalle forze dell’ordine.

Proseguono, inoltre, le occupazioni da parte dei clandestini delle case dei turisti che vengono utilizzate nel periodo estivo. Una situazione totalmente fuori controllo.

Il sindaco di Lampedusa, Totò Martello ha sollevato il problema durante un incontro a Roma con il ministro abusivo degli interni Marco Minniti. Il responsabile di questo scempio insieme a tutto il suo partito.

Il primo cittadino, intervistato dall’Adnkronos, ha dichiarato: “La situazione è davvero insostenibile. Il problema vero è che i tunisini non possono restare liberi tutta la giornata per Lampedusa senza fare niente, si ubriacano e diventano molesti. E poi accade quello che è successo ieri sera al centro d’accoglienza. Litigano tra loro e coinvolgono altre persone che non c’entrano nulla, come il carabiniere”. “Bisogna immediatamente trasferirli, perché Lampedusa è piccola e ora ci sono 250 persone all’hotspot, troppi”.

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In molti pensano che vadano trasferiti in Tunisia. Se la Tunisia non li prende, basta tagliare i finanziamenti e minacciando il governo tunisino di togliere il permesso di soggiorno ai tunisini che lavorano in Italia.






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