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«Io la penso così» la rubrica dedicata alle opinioni del lettori.

«L’indifferenza uccide!». Perché non voto il PD di Renzi. – di Luca Ferrero

«L’indifferenza uccide!» così recita, caro direttore, uno spot televisivo che in questi giorni ci ricorda la giornata della memoria sull’olocausto patito dagli ebrei, per mano dei nazisti, durante l’ultimo conflitto bellico mondiale.

Nessuna affermazione è più vera di questa. Tra l’indifferenza dei popoli delle altre nazioni i nazisti riuscirono, un passo alla volta, a sterminare quasi 6 milioni di ebrei, privandoli prima dei beni, poi della dignità ed infine della vita.

Dall’olocausto, tema di massima importanza e rispetto, mi permetto di spostare l’attenzione alle prossime elezioni politiche, tema meno importante ma che può portare a strane derive, se sottovalutato, tenendo sempre in primo piano lo slogan «L’indifferenza uccide!».

I risultati ufficiali delle ultime elezioni politiche del 2013, consultabili sul sito del Ministero dell’Interno, espongono relativamente alla Camera dei deputati un numero di elettori pari a 46.905.154 ed un numero di preferenze raccolte dal PD pari a 8.646.034.

Il dato più importante, che balza subito all’occhio, è quello relativo all’astensione. Gli elettori che hanno ritenuto di non avvalersi del diritto/dovere di voto sono stati il 24,80% una cifra quasi uguale alla percentuale dei votanti del PD 25,43% senza tener conto del 4,12% apportato dai partiti della coalizione di centro-sinistra, che non hanno potuto far altro che subire la politica del PD o, purtroppo, per meglio dire quella di Matteo Renzi che purtroppo ha sostituito Pier Luigi Bersani, per il quale chi aveva scelto il PD aveva in realtà votato.

Se, poi, vogliamo fare una riflessione relativamente al numero degli elettori (aventi diritto), e non a quello dei votanti, possiamo tranquillamente affermare che Renzi in questo quinquennio ha governato (anche attraverso Gentiloni) con una percentuale di effettiva rappresentanza del “Popolo italiano” ancora più esigua, pari infatti solamente al 18,43%.

Questa premessa serve a far comprendere ai cittadini italiani che andare a votare è ancora importante, nonostante tutto, anche se sono sfiduciati, se non credono più nei partiti, se le ideologie sono state spazzate via dall’affarismo e dalla corruzione, l’unico strumento che ancora racchiude simbolicamente la democrazia è il diritto/dovere al voto.

Non si possono consegnare le sorti di un intero Paese nelle mani di un uomo che appartiene ad un partito con una percentuale così piccola di consensi (18,43%), queste porcate già rovinano il mondo della finanza, dove con percentuali azionarie esigue alcuni soci acquisiscono il potere assoluto e totale su un’azienda e ne determinano il fato, ma uno Stato, spero, non venga considerato alla stregua di una società per azioni.

Gli italiani che, probabilmente a ragione, si dichiarano disgustati dalla politica non possono gettare la spugna e rinunciare ad esprimere la propria volontà su un tema che va a modificare il proprio futuro e quello di tutte le generazioni a venire, altrimenti, sempre ricordando che «L’indifferenza uccide!», piano piano, la fine degli ebrei del secolo scorso la faremo noi, decretandola con la nostra stessa indifferenza.

Che vogliate votare “centro-destra” o vogliate votare “centro-sinistra” o “non vogliate votare affatto”, l’importante è che andiate al seggio ad esprimere la vostra volontà od il vostro dissenso.

Dimostrate ai partiti che ancora esistete come popolo, disinteressarsi al voto significa consegnare il proprio destino nelle mani dei “soliti noti” per consentirgli di fare esclusivamente i loro interessi, e dopo non avrete più neanche il diritto di lamentarvi. Sarà troppo tardi!

Considerato che l’Italia, per fortuna, non è mai stato il Paese della rivoluzione, né cruenta (Francia, Russia) né pacifica (Polonia, Repubblica Ceca), l’andamento delle cose si può provare a cambiarlo solamente attraverso il voto.

Non so cosa pensiate delle condizioni in cui versa l’Italia adesso, ma a me il governo Renzi non è piaciuto per nulla poiché è stato capace con un colpo di spugna di annullare i diritti dei lavoratori scaturiti da complesse ed annose trattative tra le parti sociali che durante il corso della nostra, non facile storia, hanno visto purtroppo scorrere anche sangue innocente.

Tra «l’indifferenza» della gente e con la scusa di eliminare qualche migliaio di “lavoratori precari” Renzi ha reso precaria la totalità dei lavoratori italiani, certamente quelli del settore privato, oggi si licenzia facilmente e pure in caso di abuso da parte del datore di lavoro, il lavoratore non ha più diritto al reintegro ma viene liquidato con un “pugno di riso”.

Con i “Jobs Act” gli stipendi vengono impunemente ed arbitrariamente ridotti e le mansioni dei lavoratori cambiate e peggiorate da un giorno all’altro senza poter avere alcun diritto di replica, i sindacati che già prima potevano poco ora sono stati messi definitivamente all’angolo e non contano più nulla, ciò che decide unilateralmente l’azienda va applicato e basta.

Inoltre, la “Buona Scuola” con l’alternanza scuola/lavoro garantisce un continuo ricambio di manodopera gratuita per gli imprenditori che assegnano lavori poco formativi, di manovalanza e di nessun rilievo ai malcapitati studenti, questi ultimi, che non percepiscono alcuna remunerazione per il loro impegno, imparano a lavorare gratis così non si lamenteranno domani di uno stipendio insufficiente, se e quando verranno assunti come dipendenti.

L’esperienza della “Buona Scuola” in caso che Renzi vada nuovamente al governo sarà ampliata dal “Servizio Civile Obbligatorio” dove i giovani saranno chiamati a lavorare ancora una volta a gratis dopo aver lasciato la scuola secondaria.

Avrà pensato Renzi che se i giovani si abituano dalla scuola a lavorare gratis, poi continuano col servizio civile, per poi passare ad un lavoro sottopagato, probabilmente non chiederanno nemmeno più la pensione.

Sono passati poco più di settant’anni dalla fine della seconda guerra mondiale, ma i comportamenti, cambiando ovviamente le forme, sono rimasti gli stessi. Le imposizioni renziane, a mio avviso antidemocratiche anche se approvate a colpi di fiducia dal parlamento, non tengono conto della dignità del popolo e favoriscono gli interessi delle élite. Mi direte ma sono leggi della repubblica, io vi risponderò anche le leggi razziali lo erano, tuttavia annullavano la dignità umana.

Ieri come oggi abbiamo leggi che annullano la dignità umana (“Jobs Act” e “Buona Scuola”) e ciò che è più emblematico è che provengono dal cosiddetto “centro-sinistra”.

Quello che mi ha dato particolarmente fastidio del governo Renzi è stato il modo arrogante, spesso degno del peggiore “Hitler” o “Stalin” di rapportarsi al “popolo bestia”, l’imposizione di tante misure talvolta superflue che hanno reso la vita in questo Paese peggiore. Renzi mi ha definitivamente tolto la gioia di vivere in Italia.

Qualcuno spieghi a Renzi che “Il Principe” di Machiavelli è morto e sepolto da un pezzo e noi non siamo “sudditi” ma “cittadini” e mal sopportiamo le vessazioni di uno Stato che prende solo e non dà mai nulla in cambio.

Non eravamo in attesa del “Genio” da Firenze e della corte della “Leopolda” fatta da giovinette rampanti (Boschi e Madia) che venissero a imporci misureantipaticissime” e rigorosamente “obbligatorie” come i vaccini, le borse ecologiche ai supermercati e farmacie, o ancora, affollassero l’Italia, dal destino già precario, di altri poveri disgraziati che dopo fame, carestie, guerre, malattie e violenze varie subite cercano asilo e invece restano prigionieri in “hot-spot” paragonabili ai lager in quanto a condizioni di igiene e vivibilità, ostaggio delle “cooperative umanitarie” che lucrano sulla loro presenza.

Il fenomeno dei migranti, così mal gestito, ha inoltre determinato il risentimento di molte famiglie bisognose italiane, che si sentono abbandonate a se stesse e discriminate, mentre vedono accuditi i nuovi arrivati che pure hanno bisogno. Tutto ciò ha creato solo caos, incomprensioni e minato le basi di una corretta accoglienza e integrazione, scatenando l’ennesima “guerra tra poveri” e ancora una volta è tutto attribuibile al cosiddetto “centro-sinistra”.

Non ultimo il “nepotismo” ostentato da Matteo Renzi nel blindare nel collegio del Trentino – Alto Adige la candidatura della “preferita” Maria Elena Boschi proprio a dimostrazione del fatto che ci troviamo in mano ad una oligarchia pericolosa tipo “Soviet” che non ha alcun rispetto dei cittadini e degli elettori, ma mira al soddisfacimento dei propri interessi e non al bene comune e della nazione.

Dopo i poco lusinghieri risultati di governo ed i comportamenti inqualificabili di cui sopra, mi domando con quale coraggio il PD renziano possa ancora rivolgersi agli elettori ed al “Popolo italiano” affermando che siano gli unici a tutelare gli interessi del Paese, mentre il Movimento 5 Stelle e la Lega sarebbero “populisti”, e Forza Italia e Fratelli d’Italia sarebbero “fascisti”; intanto, con Renzi al governo io non vedo la differenza, sono stati perpetrati tanti scandali e prese tante decisioni impopolari per soddisfare interessi decisamente privati e non collettivi.

Poi se accettiamo passivamente il “lavaggio di cervello” perché solo al “centro-sinistra” appartengono gli: intelligenti, intellettuali, colti, open-minded, cool, chic, ecc. e tutti gli altri con un pensiero diverso non hanno nemmeno la libertà di poterlo esprimere per confrontarsi pacificamente, allora vi dico sinceramente che la democrazia è finita!

Il mio appello finale, in questo terzo millennio dove ognuno di noi ha avuto la fortuna di poter studiare e maturare una propria coscienza, è quello di invitare gli elettori a pensare con la propria testa, di maturare un proprio pensiero liberamente, fare una scelta ed assolutamente andare a votare.

Non consentite più ad un Governo, in particolare ad un solo uomo, di decidere per una nazione intera con un misero 18,43% di voti rispetto alla totalità degli aventi diritto al voto.

Agli astenuti “storici” ricordo che sia che vogliate votare per il “centro-destra” che per il “centro-sinistra” l’importante è che andiate al seggio a manifestare la vostra volontà e dimostriate che siete ancora vivi e interessati alle sorti del vostro Paese e dei vostri figli.

Auguro a questo Paese che il prossimo governo abbia dietro di sé una maggioranza massiccia e sia veramente rappresentativo del “Popolo italiano”, nel bene o nel male avremmo finalmente fatto una scelta consapevole e non dovremmo, come al solito, solo subire le conseguenze dei governi che altri hanno scelto anche per noi. Buon voto a tutti e ricordate sempre che «L’indifferenza uccide!».

Luca Ferrero






One Comment to «L’indifferenza uccide!». Perché non voto il PD di Renzi. – di Luca Ferrero

  1. wolf ha detto:

    Qualcuno spieghi a chi ha scritto l’ articolo :
    1. che il governo NON viene eletto ( vedi Costituzione )
    2. che l’ art. 18 c’ è ancora oggi
    3. tutti gli errori madornali contenuti nell’ articolo ( non ho il tempo di farne un elenco )

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