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Incredibile! Solo in Italia può accadere…..

Mentre i partiti sono alle prese con la spartizione dei “collegi“, in attesa del fatidico 4 marzo che ci regalerà, purtroppo, ciò che abbiamo già visto in questi anni, apprendiamo che una coop, operante in provincia di Modena, insegna ai clandestini “legalizzati” come si fa la corte alle ragazze. (qui l’articolo)

L’obiettivo, non nascosto: unioni miste; prospettiva più o meno vicina (molto più vicina di ciò che si pensa…..) e si spiega con il disegno “buonista” di integrazione. Parlare di razze (o di popolazioni antropologicamente differenti) è blasfemo, come ci insegna l’autorevole cardinal Gualtiero Bassetti.

Quindi, non più bianco, nero, giallo (cioè appartenti a popolazioni antropologicamente differenti), ma metìccio*.

* da Treccanimetìccio (ant. mestìccio, mestizzo o mestizo) s. m. (f. -a) e agg. [lat. tardo mixtīcius, der. di mixtus, part. pass. di miscēre «mescolare» (propr. «misto di colore bianco e nero»), influenzato successivamente dal fr. métis; le varianti ant. mestizo o mestizzo sono dallo spagn. mestizo, che ha lo stesso etimo] (pl. f. -ce). – 1. In antropologia fisica, in senso stretto, individuo nato da un genitore di razza bianca e da uno di razza diversa (africana, amerindia, cinese, ecc.): i m. dell’America Settentrionale, del Sud Africa. 2. In zootecnia, ibrido tra individui di razza diversa. 3. Raro in senso estens. e fig., come sinon. generico di bastardo






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