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«Io la penso così» la rubrica dedicata alle opinioni del lettori.

Follone, quale futuro? – di Paolo Farinati

L’ampia area del Follone a Rovereto è al centro del dibattito politico – amministrativo ma giustamente anche civile della nostra amata città.

Da parecchi decenni l’area è lì incompiuta, né carne né pesce verrebbe da dire, un patrimonio urbanistico che ha conosciuto molti sogni ma finora poche realizzazioni. Per l’ampiezza e la collocazione all’interno della città è certamente un’area strategica e, pertanto, tale da doverla ben tutelare e valorizzare.

E’ di questi ultimi giorni la congiunta iniziativa dell’Amministrazione comunale e dell’arch. Mario Agostini che ci ha indotti, come cittadini, ha prendere visione e consapevolezza delle enormi potenzialità dell’area.

Questo attraverso una significativa esposizione, che con fotografie e originali elaborazioni ci aiuta a pensare a quanto al Follone si possa realizzare. Ciò che a prima vista colpisce è l’ampiezza del luogo e, nel contempo, la estrema vicinanza al cuore storico, artistico e commerciale della città. L’automobile è sicuramente il mezzo più usato, come cittadini e come turisti, per arrivare a Rovereto.

Porre in quell’area un ampio parcheggio interrato su più piani, al fine di raccogliere almeno 700/800 autoveicoli, è la prima ipotesi che dovrebbe essere condivisa dalla maggioranza dei roveretani.

Per tale realizzazione una partnership con il privato è la via maestra. Inoltre, sarà inevitabile, anche tecnicamente, l’abbattimento delle vecchie strutture e caserme ancora presenti. Ciò comporterà la chiusura di alcune attività artigianali ora lì attive.

Ma tale chiusura può pure essere temporanea, laddove in superficie un domani le stesse aziende artigiane potrebbero essere ospitate in nuove strutture. Nuovi edifici che, a corona sui lati est e nord, potrebbero ospitare anche attività commerciali e spazi da destinare agli studenti superiori e universitari da fuori Rovereto, la cui presenza è sempre in costante aumento.

Rimango dell’idea che lì potrebbe starci anche una nuova RSA in sostituzione di quella ormai obsoleta di via Vannetti, ma so che ora le idee in merito sono altre. Per la zona centrale, sempre in superficie, si potrebbe infine pensare ad un grande spazio, adeguatamente arredato, da destinarsi a manifestazioni pubbliche, a concerti, ad iniziative sportive, commerciali e turistiche di varia natura.

Tutto questo, a mio modesto parere, in quanto l’area del Follone dovrà continuare a “ vibrare “, dovrà divenire un cuore pulsante della città, non solo un punto di arrivo e di partenza, bensì un’ampia area di ritrovo, uno spazio dove si vive, si lavora, ci si trova e ci si diverte. In questo senso l’ho definito un patrimonio urbano da tutelare e da valorizzare.

Lavorando di fantasia, assieme alle categorie economiche e anche, direi soprattutto, coinvolgendo le nostre giovani generazioni. Giusto l’appello del Comune per arrivare ad una scelta il più possibile condivisa, ma ciò non può diventare un alibi. La politica deve saper assumersi i propri doveri di ascolto, ma anche e soprattutto quelli di decisione. Da un buon uso degli spazi del Follone può dipendere molto del futuro di Rovereto. Ma alla sola condizione di non sprecare ancora ulteriore tempo.

Paolo Farinati






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