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Intervista al capolista del M5S per il Trentino Alto Adige

Fraccaro: «Abbiamo abbattuto i costi della politica. Adesso i cittadini devono diventare protagonisti»

Ai trentini dico: basta fare il gioco dei vecchi partiti, stavolta votate per voi”. Riccardo Fraccaro, deputato uscente del Movimento 5 Stelle e di nuovo capolista nel listino proporzionale del Trentino Alto Adige, non ha dubbi: “i cittadini devono tornare protagonisti delle decisioni politiche”.

Negli ultimi cinque anni a Roma – è stato membro della Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale e del Comitato per gli affari del personale e segretario dell’Ufficio di Presidenza della Camera – Fraccaro non si è distinto solo per il suo impegno a favore della democrazia diretta, ma anche per una serie di iniziative che hanno permesso di contenere in maniera significativa i costi della politica. Una su tutte: il suo emendamento taglia-“affitti d’oro”, con cui la Camera ha deciso di recedere i contratti di locazione stipulati alla fine degli anni Novanta per gli uffici dei deputati, per un risparmio di 32 milioni di euro all’anno, ovvero 160 a legislatura. Si tratta del più grande risparmio ottenuto dal M5S a beneficio dei cittadini.

Ora, a un mese dalla nuova tornata elettorale, il Movimento sembra avviato a diventare il primo partito italiano. Cosa cambierà per il Trentino e per la nostra autonomia se i cinque stelle riusciranno a formare un governo? Ne abbiamo discusso con Riccardo Fraccaro, in un’intervista in cui abbiamo fatto un bilancio sulla passata legislatura, avanzato qualche pronostico sulle imminenti elezioni e parlato del programma con cui il candidato pentastellato si ripresenta per chiedere il voto dei cittadini trentini.

Fraccaro, nel 2013 siete entrati in parlamento con la promessa di lottare contro i privilegi della classe politica. In tal senso, quanto siete riusciti a fare e cosa ancora va fatto?
Siamo riusciti a tagliare gli affitti d’oro della Camera, uno scandalo che andava avanti da vent’anni, facendo risparmiare ben 160 milioni di euro per ogni legislatura. Abbiamo cancellato i rimborsi per le spese di viaggio degli ex parlamentari e la vergognosa assicurazione contro le punture d’insetto dei deputati. Ci siamo tagliati gli stipendi finanziando con 23 milioni di euro le piccole e medie imprese e abbiamo rinunciato a 42 milioni di finanziamento pubblico. Abbiamo ottenuto risultati senza precedenti stando all’opposizione, forti di questa credibilità elimineremo tutti i privilegi quando saremo forza di Governo.

Qual è il suo bilancio dei tre governi di centrosinistra che si sono succeduti durante l’ultima legislatura?
Il centrosinistra ha completamente fallito la prova di Governo, si è dimostrato un partito governato dalle lobbies e dilaniato dalle correnti interne. Il Pd è stato scalato dai poteri forti che ne hanno fatto uno strumento di controllo delle istituzioni, arrivando a esercitare pressioni inaudite per imporre leggi, ministri e addirittura investimenti finanziari. Dobbiamo archiviare questo sistema fondato sulla spartizione delle poltrone, sulla lottizzazione e i rapporti malsani con i grandi gruppi economici. Il M5S rimetterà gli interessi nazionali al centro dell’azione politica.

Qual è la maggiore soddisfazione dei suoi primi cinque anni in parlamento? E la più grande delusione?
È stata una legislatura particolarmente ricca di emozioni, di soddisfazioni e di successi, ma anche di battaglie durissime per difendere i cittadini dai continui soprusi da parte di una partitocrazia arrogante e autoreferenziale. La vittoria contro la riforma costituzionale ha rappresentato un momento molto importante, ma la più grande soddisfazione personale è stata quella di essere riusciti a portare un evento internazionale come il Global Forum sulla democrazia diretta a Roma. Una delusione è invece stata quella di aver visto sfumare, dopo tante promesse solenni da parte del Pd, la possibilità di abolire i vitalizi. Vorrà dire che ci penseremo noi a cancellarli.

Qual è il risultato più importante che è riuscito a portare a casa per il Trentino-Alto Adige?
Ne potrei citare molti, dalla norma per consentire alle aziende che utilizzano servizi e prodotto da filiera corta di essere premiate nelle procedure di appalto fino alla stessa legge sugli affitti d’oro che fa risparmiare 600mila euro ogni 5 anni alla Provincia di Bolzano. È soprattutto la difesa dell’Autonomia il risultato più importante, minacciata da una riforma costituzionale centralista e per questo contraria ai valori di ogni vero e autentico autonomista. Sono fiero di aver tutelato lo spirito del nostro territorio che i sedicenti partiti locali, ormai organici al sistema di potere centrale, hanno svenduto in cambio di qualche favore.

Il naufragio sullo ius soli ha marcato gli ultimi mesi della scorsa legislatura. Qual è la sua posizione in materia di accoglienza dei migranti?
Concedere la cittadinanza italiana significa concedere anche la cittadinanza europea. Per questo motivo crediamo che lo ius soli vada affrontato a livello di Unione europea. L’immigrazione è il più grande fallimento dei partiti che, sottoscrivendo il Regolamento di Dublino e accettando l’accordo sui migranti con la Turchia, hanno trasformato l’Italia nel campo profughi d’Europa. Anche i flussi migratori vanno gestiti a livello europeo, con il ricollocamento obbligatorio dei richiedenti asilo e la revisione dei trattati che i partiti hanno firmato trasformando l’Italia in un campo profughi. È necessario poi intervenire sulle cause a monte con l’embargo sulla vendita di armi e seri programmi di cooperazione e sviluppo. L’immigrazione deve cessare di essere un business, come abbiamo visto in Mafia capitale: noi puntiamo sulle vie legali di accesso per raggiungere l’obiettivo sbarchi zero.

Parlando delle elezioni del 4 marzo, che risultato crede che il Movimento Cinque Stelle riuscirà a conseguire in Trentino?
Siamo la prima forza politica del Paese, in forte crescita rispetto a cinque anni fa, e anche in Trentino otterremo grandi consensi. Noi puntiamo a triplicare i seggi in Parlamento perché siamo consapevoli di due fattori: abbiamo dimostrato la nostra capacità di ottenere risultati concreti per i cittadini e abbiamo smascherato i partiti, alle prese solo con i propri interessi di bottega. Anche nel nostro territorio la politica ha dato il peggio di sé, per questo lavoreremo per dare un futuro sereno e prospero ai trentini e agli altoatesini con il nostro programma di governo forte e credibile.

Quali sono i temi del programma del M5S su cui lei punterà maggiormente durante la campagna elettorale?
Tutela dell’autonomia, riduzione delle tasse a famiglie e imprese, semplificazione burocratica e investimenti pubblici, sostegno ai cittadini in difficoltà con reddito e pensione di cittadinanza, lotta a sprechi e corruzione per destinare le risorse all’economia reale. Il M5S punta alla partecipazione attiva dei cittadini che devono tornare protagonisti delle decisioni politiche, invece di essere costretti a subirle, vogliamo dare una prospettiva più serena agli italiani e migliorare la qualità della vita. Noi chiediamo ai cittadini di scegliere il futuro, partecipare a realizzarlo e cambiare finalmente l’Italia, insieme.

Come pensa di difendere la nostra autonomia nei prossimi cinque anni?
L’autonomia è in pericolo: i partiti hanno sferrato attacchi senza precedenti alla specialità del Trentino Alto Adige dall’inizio alla fine della legislatura, causando enormi danni politici, economici e di immagine al nostro territorio. I voti sulle riforme incostituzionali e gli scandali sui privilegi hanno dimostrato ampiamente che i partiti locali usano l’autonomia solo come strumento per i propri interessi. Per noi l’autonomia è un valore fondamentale, da valorizzare ed esportare come modello di buongoverno, perché solo così può essere tutelata. Il Trentino Alto Adige ha bisogno di essere salvaguardato a Roma da chi ha la forza per farlo e il M5S è la più grande forza autonomista del Paese.

Qual è la sua ricetta per rendere il tessuto produttivo trentino ancora più competitivo sulla scena europea e internazionale?
Il tessuto produttivo trentino rischia di atrofizzarsi, ha delle enormi potenzialità che vengono soffocate da politiche clientelari. È il momento di voltare pagina puntando su sburocratizzazione, investimenti nei settori ad alto moltiplicatore occupazionale ed incentivi per l’innovazione essenziali per rendere competitivo il Trentino a livello internazionale. Il turismo è un settore strategico per la nostra economia e va rilanciato con una operazione di sistema, in grado di porre l’accento sulla qualità dell’offerta e gli stanziamenti mirati di risorse. Il nostro territorio dev’essere dinamico per tornare a produrre e per questo serve una mobilità intelligente e sostenibile, aumentando la nostra attrattiva.

Come mai secondo lei alcuni funzionari europei – come il commissario Moscovici qualche giorno fa – si sono espressi in maniera critica rispetto al suo movimento?
Gli euroburocrati sono al servizio dell’unione finanziaria, delle banche e delle multinazionali. Non accettiamo le loro ingerenze nella politica nazionale, noi vogliamo rifondare l’Europa come comunità dei popoli basata sulla solidarietà. Si esprime in maniera critica solo chi vuole mantenere lo status auto: l’Ue dell’austerity, dei vincoli che strozzano le nostre imprese e delle frontiere sbarrate quando si tratta di ridistribuire i migranti. Il M5S al Governo chiederà di ridiscutere i trattati capestro che calpestano gli interessi del nostro Paese a vantaggio di altri, dobbiamo tornare protagonisti in Europa e non più succubi.

Tra Berlusconi e Renzi, chi butterebbe giù dalla torre? Sarebbe pronto ad allearsi con uno dei due?
Sono due facce della stessa medaglia, non a caso entrambi ci considerano il loro unico avversario. Ed è così, solo il voto al M5S può evitare l’ennesimo Governo delle larghe intese che finirebbe per far precipitare il Paese nel caos. Il M5S non stringe alleanze con nessuno, men che meno con Renzi e Berlusconi. I nostri unici alleati sono i cittadini ed è a loro che ci rivogliamo per dare un’alternativa all’Italia ridotta allo stremo dopo decenni di inciuci. Con il nostro candidato premier, il programma e la squadra di governo sapremo guidare la riscossa dei cittadini.

Cosa si sente di dire ai tanti elettori trentini ancora indecisi? Perché dovrebbero votare per lei?
Noi chiediamo ai cittadini di votare per un programma, per un’idea di Paese che ha al centro la territorialità, la valorizzazione delle nostre eccellenze produttive e il recupero della coesione sociale come motore dello sviluppo sostenibile. Invito gli indecisi a partecipare al nostro progetto di democrazia diretta, dove i cittadini sono protagonisti delle decisioni. Chiedo loro di scegliere chi mantiene gli impegni perché ha l’onesta anzitutto intellettuale, non chi fa promesse da marinaio solo per poter restare aggrappato alla poltrona. Chiediamo un voto di cambiamento per liberare le forze sane del Trentino dalla politica della magnadora che ha soffocato il territorio. Ai trentini dico: basta fare il gioco dei vecchi partiti, stavolta votate per voi.






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