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IVA sulla raccolta rifiuti: partita ancora aperta, non abbassare la guardia!

Prossimamente partirà la fatturazione della raccolta rifiuti, la prima del 2018 (la seconda rata in agosto) e nulla cambierà, malgrado l’evidenza delle pronunce giurisprudenziali.

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire….dice un vecchio adagio. E i gestori della raccolta rifiuti continueranno nella “fatturazione” del tributo (con aliquota ridotta del 10%) applicando l’IVA che non è dovuta.

In Trentino, la posizione ufficiale degli enti gestori pubblici e privati della raccolta rifiuti, sostenuta dalla logica del gioco delle “3 carte”, complice la ferrea connivenza di comuni, Provincia, Agenzia delle entrate (Stato) è che la raccolta rifiuti ha natura di corrispettivo perché si applica la “tariffa puntuale” e quindi rientra nella sfera di applicazione dell’Iva.

Niente di più falso!

La “furbata” della “tariffa puntuale” è un mezzuccio puerile di trasformare il tributo della raccolta rifiuti in corrispettivo, facendolo rientrare nella sfera di applicazione del DPR 633/1972 (imposta sul valore aggiunto, in sigla IVA) quando la tariffa anche quella c.d. “puntuale” è costruita su parametri astratti quali la superficie dell’appartamento e il numero dei componenti il nucleo familiare.

Di conseguenza mai e poi mai, la raccolta rifiuti potrà essere un corrispettivo.

Sulla base di questa elementare considerazione, l’Iva non va applicata. Di conseguenza i lettori-cittadini vantano un credito nei confronti di chi raccoglie i rifiuti che si prescrive in 10 anni. Per il suo recupero niente di più facile che applicare l’istituto della compensazione, di cui all’art. 1241 del C.C. (vedi nota a piè articolo).

In breve, quando due soggetti sono debitori e allo stesso tempo creditori l’uno nei confronti dell’altro la compensazione comporta l’estinzione dei debiti fino alla concorrenza dello stesso valore, mentre resta in vita l’eventuale residuo di ammontare maggiore.

La compensazione risponde ad esigenze di economia degli atti giuridici (è inutile dar luogo a due adempimenti reciproci, quando entrambi possono essere evitati) e di garanzia (il creditore evita così il rischio di adempiere senza ricevere a sua volta l’adempimento).

Quindi, per chi volesse ribellarsi ad un sopruso consigliano le seguenti operazione. Preliminarmente è necessario revocare la disposizione bancaria per il pagamento della fattura (prossima emissione febbraio, pagamento marzo), poi si dovrà calcolare, andando a ritroso per 10 anni, l’IVA pagata, infine conguagliare il credito fino a concorrenza sulla fattura di febbraio e sulle successive, ricordandosi che in ogni caso il compenso da corrispondere all’ente gestore della raccolta rifiuti dovrà essere sempre al netto dell’IVA.

Ecco gli ARTICOLI DEL CODICE CIVILE che disciplinano l’istituto della compensazione

Art. 1241. Estinzione per compensazione.

Quando due persone sono obbligate l’una verso l’altra, i due debiti si estinguono per le quantità corrispondenti, secondo le norme degli articoli che seguono.

Art. 1242. Effetti della compensazione.

La compensazione estingue i due debiti dal giorno della loro coesistenza. Il giudice non può rilevarla d’ufficio.
La prescrizione non impedisce la compensazione, se non era compiuta quando si è verificata la coesistenza dei due debiti.

L’Associazione “Lo Scudo” a difesa dei Cittadini (loscudo@email.it) è a disposizione per tutti i chiarimenti necessari.






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