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Albanesi arrestati in Val del Chiese, «Liberi di delinquere grazie ad una politica che lo permette.» – di Grazia Castellini

Egregio Direttore,
in meno di un mese la Val del Chiese è stata protagonista di furti a raffica, tutti improntati sullo stesso copione: i protagonisti si introducevano nelle case verso l’ora di cena, salendo dalle grondaie esterne fino a raggiungere l’appartamento da svaligiare.

Venerdì sera la fortuna ha voluto che una pattuglia dei carabinieri di stanza a Pieve di Bono intercettasse degli individui sospetti e dopo un inseguimento da film i due sono stati braccati in quel di Bagolino. Si tratta di due albanesi pluripregiudicati che nonostante ciò continuavano la sua attività senza problemi.

Naturalmente essendo in Italia, dove il caro governo Renzi si è prodigato nel depenalizzare crimini del genere ci si può permettere anche questo: con le pene istituite dal PD ci si può permettere di essere delinquenti a tempo pieno; se ci mettiamo anche una carenza, dovuta ai tagli da parte della stessa formazione politica, di pattuglie disponibili sul territorio il gioco è fatto. Conclusioni? Il cittadino è sempre la vittima.

 

La nostra valle è sempre stata un’isola felice, ma in questi ultimi anni le cose sono cambiate e con l’avvento di un’immigrazione incontrollata anche qui stiamo subendone i risultati.

Episodi non gravissimi (fin’ora), che però destano preoccupazione nella popolazione che non si sente più tranquilla nemmeno a casa propria, spaventata da una delinquenza impunita che agevola il dilagarsi dei reati. Se poi includiamo le difficoltà delle nostre forze dell’ordine che si trovano a dover razionare la benzina delle auto e a chiedere risme di fogli a terzi per stampare i verbali (non si potrebbe dire ma noi non lo nascondiamo) si capisce in che mani siamo.

Naturalmente il nostro governatore e il suo “staff” non si preoccupano di questo, presi come sono dal progetto di accoglienza a cui sono delegati dal governo centrale. Ed è grazie a questo che ci troviamo a fare i conti con la presenza di individui a piede libero nonostante sia constatata la loro pericolosità.

Non ci resta che affidarci alle prossime elezioni del 4 marzo per dare un cambio radicale a questo paese e a quelle di ottobre che ci riguardano direttamente e che darebbero alla popolazione la speranza di vedere rivalutati i propri diritti e non solo i doveri a cui noi italiani siamo obbligati ad assolvere.

È arrivata l’ora di porre fine a una politica che evidenzia una pericolosa latitanza nei confronti dei cittadini italiani e trentini. Il coordinamento delle Giudicarie di AGIRE ringrazia le forze dell’ordine che nonostante tutto assolvono il loro dovere con dedizione ed onore.

 

Grazia Castellini
Coordinatrice territoriale di AGIRE per il Trentino – Valli Giudicarie






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